articolo 675

 

 
 
ARTISTI RUSSI ALLA 52. BIENNALE
 











Aleksandr Ponomarev, Andrei Bartenev, Arsenij Mescherjakov, Julija Minler, AES+F (Arzamasova, Evzovich, Svjatsky+Fridkes) sono gli artisti che rappresentano la Russia alla 52. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.
Il progetto Click I Hope, di Olga Sviblova, curatore del Padiglione russo (commissario: Vasilij Tsereteli) nasce da una riflessione sulla creazione di un sistema strutturale di coordinate in grado di stabilire una strategia di autodeterminazione individuale e sociale, a maggior ragione  alla luce dell’intensificarsi dei flussi d’informazione e dei processi di globalizzazione.
Aleksandr Ponomarev e Arsenij Mescherjakov presentano l’opera “SHOWER”, una installazione (la doccia) le cui pareti, piatto e parte superiore sono interamente rivestiti di monitor, non di piastrelle quindi, che trasmettono in tempo reale più di 1000 canali televisivi. L’opera rappresenta il dominio assoluto del mezzo televisivo che priva l’uomo della possibilità di allontanarsi dal “mezzo informativo”. L’accento è posto sul rapporto tra mondo naturale  e mondo mediatico il quale si frappone tra l’uomo, il suo prossimo e la natura. Due pulsanti, posti all’interno della cabina doccia, regoleranno le frequenze permettendo di modificarne il contenuto audio-visivo senza che questo venga mai interrotto. Il flusso informativo, dunque, come un Lete impazzito che scroscia e lenisce le nostre anime, con una intensità costante ed impossibile da frenare.
Aleksandr Ponomarev propone anche altre due installazioni: “TERGICRISTALLI” e “ONDA”. La prima opera, Tergicristalli, rappresenta una intera parete rivestita da schermi sulla cui superficie scorrono diversi programmi televisivi; gli schermi fungono da finestre, sopra ognuna delle quali appositi tergicristalli ripuliscono con l’acqua i programmi mandati in onda con metodicità e costanza, proprio come i tergicristalli delle auto rimuovono le
tracce di sporco. La seconda opera, Onda, è un tunnel di vetro lungo 8 metri, al cui interno scorre un’onda generata dal respiro dello stesso autore, la cui immagine è proiettata su uno schermo. L’onda qui rappresenta la volontà artistica e la forza demiurgica dell’arte e quindi una forza capace di scomporre lo spazio sia mediatico che espositivo, generando la possibilità di osservare l’orizzonte disvelato.
Il gruppo AES+F (Arzamasova, Evzovich, Svjatsky+Fridkes) presenta un’animazione in 3D dal titolo “ULTIMA INSURREZIONE”, un modello di cyber spazio generato dal mondo mediatico e reale dello scorso secolo. Lo spazio inserito nell’opera è popolato da bellissimi giovani androgini, è uno spazio che si espande e muta verso direzioni estranee. Il panorama si anima in un nuovo paradiso dove il tempo è fermo e passato e futuro, creazione e disfacimento coesistono. L’ “Ultima insurrezione” è una visione post-apocalittica, un paesaggio dominato dall’eterno duello in cui non c’è differenza alcuna tra vittima e aggressore, tra bene e male, tra destino e libero arbitrio.
Andrei Bartenev presenta l’installazione “CONNECTION LOST”, un tunnel di specchi riempito di cinquanta sfere, emettenti luci Led, lungo la cui orbita scorre la scritta Connection Lost. In ognuna delle sfere un cuore che simbolizza la paura e il pericolo di frustrazione per chiunque viva nel mondo delle relazioni virtuali e indirette. L’opera rappresenta la grande metafora dell’isolamento e della solitudine: nella grande discoteca, dove ogni cuore è vicino all’altro, ognuno balla da solo, nella costante speranza di un incontro.
Julija Minler, la più giovane artista partecipante al progetto, trasforma il modello riflessivo in una strategia d’azione: la sua installazione, presente alla 52° Biennale di Venezia, è costituita da uno schermo Led sul quale sarà messo in mostra il net-art progetto dal titolo “CLICK I HOPE” (www.clickihope.com) costituito da un touching



2007-05-08