articolo 321

 

 
 
Biennale nel giardino I video di -NowHere Europe-
 







di Marina Fresa




Chi capitasse a Venezia entro il 10 luglio dovrebbe, nel mezzo dei diversi giri tra le opere e gli eventi della Biennale, regalarsi almeno un'ora per una sosta in un piccolo giardino situato al bordo settentrionale della città. È un giardino di solito chiuso al pubblico e la visita all'evento NowHere Europe, che si tiene proprio nell'ambito della Biennale, rappresenta una occasione per scoprirlo. Nel Campo dell'Abbazia, dopo aver superato un cancello di ferro uguale a certi cancelli che si vedono nelle tavole di Corto Maltese, il visitatore si troverà nel piccolo giardino dove è collocato uno stand in cui molti schermi rimandano le interviste e gli interventi urbani di circa cinquanta artisti: si presenta così la fase conclusiva del progetto di ricerca Trans:it. Moving Culture through Europe, promosso dalla Fondazione Adriano Olivetti, che documenta un fare artistico di natura critica verso le istituzioni tradizionali del sistema dell'arte, tra attivismo politico, manifesti programmatici e azione diretta sul territorio. La collocazione dei video di NowHere Europe nel piccolo cortile medievale esalta reciprocamente gli spazi: quelli contemporanei dei video che, in un percorso attraverso l'Europa propongono forme di intervento artistico capaci di ridefinire il concetto di spazio pubblico; e lo spazio chiuso del giardino murato.
Il giardino porticato - piccola parte di quello più vasto che intravediamo da un cancello successivo, chiuso da una brutta catena - costituiva l'accesso secondario al grande edificio medievale della Scuola vecchia della Misericordia. Una architettura che ha attraversato ripetutamente fasi di splendore e di abbandono e che oggi fortunatamente è ben conservata come sede del Laboratorio Scientifico del Polo museale veneziano. Il giardino, in particolare, si configura come una notevolissima eccezione nel desolante panorama costituito dai trascurati e incongrui spazi
verdi annessi agli uffici pubblici del bel paese. Tutto il merito va a una giardiniera/bibliotecaria, Letizia Querenghi, che districandosi con astuzia tra difficoltà burocratiche e scarsità di fondi da anni si occupa con tenacia e competenza della manutenzione del giardino del Laboratorio della Misericordia.
In una striscia di terra di pochi metri quadrati, quasi sempre in ombra, stanno rigogliose e elegantissime sei o sette varietà di ortensie: da quella rampicante, Hydrangea rampicante `Petiolaris', con i fiori bianchi di forma irregolare che si inerpicano fino ai due metri e mezzo, alla Hydrangea arborescens `Annabelle' che, alta poco più di un metro, ha fiori grandi, di un bianco splendente nelle notti calde e che virano al verde acido non appena l'estate comincia a farsi meno intensa, alla Hydrangea aspera `Macrophylla', che raggiunge i tre metri di altezza, con l'infiorescenza composta al centro da fiori fertili viola e ai bordi dagli sterili bianco rosati.
I primi giorni
di luglio sono al tempo stesso il momento migliore per vedere tutte le varietà in fiore e nella loro forma più smagliante e l'ultima occasione per accedere all'evento NowHere Europe prima che, domenica, si concluda. Tra i video in mostra, Coffee world di Athanasia Kyriakakos, una artista greca che ripropone per le strade delle metropoli europee il rito del caffè bevuto in Grecia dalle donne sulle terrazze ombrose, creando comunità e relazioni tra loro.



2005-07-13