articolo 2574

 

 
 
Donald Trump e il premio Nobel
 











Uno dei temi più frequenti di cui si occupano i media di tutto il mondo è la pretesa del presidente americano di essere insignito del premio Nobel per la pace. Ogni volta che si parla di un conflitto e dell’intervento a vario titolo degli Stati Uniti viene fuori  l’ormai immarcescibile necessita di assegnare a Trump il riconoscimento tanto ambito.  E per farlo non si guarda nemmeno ai tanti errori di natura procedurale che si commettono come è quello della lettera di protesta inviata alla Danimarca per la mancata concessione del trofeo ignorando che  quel paese non c’entra per niente visto che il conferimento è dato dall’ Accademia svedese. Così come è risultato ridicolo il gesto di Corina Machado di cedere a Trump il premio che l’accademia di Svezia le ha assegnato per il 2025  visto che,  da regolamento,  il premio non è cedibile (e bisognava ovviamente  ricordarlo!).
Ora c’è viceversa  da
sottolineare che stiamo  ormai vivendo nella società del “come se fosse” di cui discettò a lungo Michel Butor, nel senso che Trump pretende il riconoscimento come se fosse appunto un pacifista mentre è  preso nel traffico di una dozzina di conflitti in  tutto il mondo. Ma non c’è poi nemmeno da  meravigliarsi più di tanto per quanto riguarda la scelta dell‘ Accademia svedese in  materia di assegnazioni dei trofei visto che, tanto per fare esempio,  a Barak Obama fu assegnato il premio per così dire   sulla parola visto che  non aveva ancora fatto in proposito  niente di concreto.
Gli svarioni se così possiamo definirli in materia di assegnazioni per i giudici della Accademia di   Svezia sono tali da meritare davvero  un Nobel per  l’incapacità e la miopia .Nell’albo d’oro (?) del settore letterario  mancano  tanto per dire  i più grandi scrittori del Novecento, a cominciare da Lev 
Tolstoj  per proseguire con Marcel  Proust, James  Joyce,  Franz  Kafka, Robert  Musil , J. Luis   Borges, fino ad arrivare  in tempi più recenti a Philip Roth. Sembra davvero incredibile che un organismo che intende  premiare l’eccellenza non abbia tenuto conto di questi autori. Possiamo parlare allora di credibilità del premio?  Se così stanno le cose (e purtroppo è vero), vale a dire che  la qualità nei diversi campi  è merce introvabile, Trump può legittimamente aspirare al riconoscimento. Glielo daremo pare abbia detto anche  la nostra presidente del Consiglio unendosi a questo punto  a  quei giurati che non capiscono nulla.
Antonio Filippetti



2026-02-03