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Donald Trump e il premio Nobel |
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Uno dei temi più frequenti di cui si occupano i media di tutto il mondo è la pretesa del presidente americano di essere insignito del premio Nobel per la pace. Ogni volta che si parla di un conflitto e dell’intervento a vario titolo degli Stati Uniti viene fuori l’ormai immarcescibile necessita di assegnare a Trump il riconoscimento tanto ambito. E per farlo non si guarda nemmeno ai tanti errori di natura procedurale che si commettono come è quello della lettera di protesta inviata alla Danimarca per la mancata concessione del trofeo ignorando che quel paese non c’entra per niente visto che il conferimento è dato dall’ Accademia svedese. Così come è risultato ridicolo il gesto di Corina Machado di cedere a Trump il premio che l’accademia di Svezia le ha assegnato per il 2025 visto che, da regolamento, il premio non è cedibile (e bisognava ovviamente ricordarlo!). Ora c’è viceversa da sottolineare che stiamo ormai vivendo nella società del “come se fosse” di cui discettò a lungo Michel Butor, nel senso che Trump pretende il riconoscimento come se fosse appunto un pacifista mentre è preso nel traffico di una dozzina di conflitti in tutto il mondo. Ma non c’è poi nemmeno da meravigliarsi più di tanto per quanto riguarda la scelta dell‘ Accademia svedese in materia di assegnazioni dei trofei visto che, tanto per fare esempio, a Barak Obama fu assegnato il premio per così dire sulla parola visto che non aveva ancora fatto in proposito niente di concreto. Gli svarioni se così possiamo definirli in materia di assegnazioni per i giudici della Accademia di Svezia sono tali da meritare davvero un Nobel per l’incapacità e la miopia .Nell’albo d’oro (?) del settore letterario mancano tanto per dire i più grandi scrittori del Novecento, a cominciare da Lev Tolstoj per proseguire con Marcel Proust, James Joyce, Franz Kafka, Robert Musil , J. Luis Borges, fino ad arrivare in tempi più recenti a Philip Roth. Sembra davvero incredibile che un organismo che intende premiare l’eccellenza non abbia tenuto conto di questi autori. Possiamo parlare allora di credibilità del premio? Se così stanno le cose (e purtroppo è vero), vale a dire che la qualità nei diversi campi è merce introvabile, Trump può legittimamente aspirare al riconoscimento. Glielo daremo pare abbia detto anche la nostra presidente del Consiglio unendosi a questo punto a quei giurati che non capiscono nulla. Antonio Filippetti |
2026-02-03
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