articolo 2473

 

 
 
Canzoni napoletane al Real Bosco di Capodimonte
 







Rosario Ruggiero




Organizzato dall’associazione MusiCapodimonte, si è svolto il 29 luglio scorso, a Napoli, nel magnifico scenario architettonico e paesaggistico del Cortile Monumentale della Reggia di Capodimonte, tanto splendidamente immersa nell’impagabile suggestione silvana del Real Bosco di Capodimonte e felicemente incorniciata dall’amenità panoramica del suo meraviglioso Belvedere e della stupenda fontana che vi campeggia, il concerto “’E stelle ’e Napule”, omaggio alla canzone classica napoletana ed alle sue poliedriche sfumature, sentimentali, ironiche, caustiche, umoristiche, ed al suo prezioso dono di documento emozionale di una civiltà, tra l’altro per nulla trascurabile.
L’evento rientra nell’ideale lungamente carezzato e perseguito da Aurora De Magistris, presidente e fondatrice di MusiCapodimonte, di recuperare e tutelare modalità e stilemi interpretativi di un patrimonio artistico indiscutibilmente rilevante, pur via via, ogni giorno di
più, compromesso da un andazzo epocale, purtroppo non solo musicale ma decisamente generale, che angustia da vari decenni la nostra nazione invertendo palesemente priorità meritocratiche, e dissociando il valore dalla fama, dal prestigio e dall’accesso alle più consone  e proficue opportunità.
A condurre la serata, gli attori Antonella Quaranta e Rodolfo Fornario. Presenti all’evento, con il direttore generale dell’incantevole sito Sylvain Bellenger, l’attore Giulio Adinolfi e l’impresario Leonardo Ippolito, al quale l’associazione MusiCapodimonte ha inteso tributare un riconoscimento alla longeva attività.
Sul palcoscenico, l’Orchestra Stabile della Canzone Napoletana del Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Benevento che, diretta dal maestro Luigi Ottaiano, ha accompagnato, alla presenza di un pubblico folto e disciplinatissimo, le voci di Carla Buonerba, Maria Antonietta Buono, Serena Di Palma, Enzo Esposito, Vincenzo Romano, Rita Salvarezza e del giovanissimo
Valerio Caiazzo in un serrato, generoso susseguirsi di melodie nostrane che, nella scelta esecutiva di una esuberanza fonica delle voci e degli strumenti, ha evidentemente preferito, a quintessenze espressive di più intimo compiacimento, l’atmosfera popolaresca delle grandi feste all’aperto.



2023-08-01