articolo 1770

 

 
 
Promesse,promesse
 







di Antonio Filippetti




Per circa un anno abbiamo vissuto  in una specie di “panic room”, nel timore di vederci cioè colpiti a morte da un  momento all’altro e magari da un nemico non proprio riconoscibile (i mercati, le agenzie di rating,ecc.) ed a maggior ragione  ci siamo posti in  trepidante attesa  delle “mosse” risolutrici del nuovo governo. La vita di tutti i giorni si può dire che si sia fermata  e tutta l’attenzione   è stata rivolta a prevedere, definire, immaginare,temere o auspicare quello che sarebbe accaduto nell’immediato futuro.A distanza di un po’ di tempo possiamo valutare ora  alcune cose con una certa attendibilità.  Proviamo a immaginare quello che  viene in mente  ad un cittadino comune,dotato come diceva Indro Montanelli di una “intelligenza media”  e quali possono essere oggi le sue considerazioni.
Prima considerazione:  finalmente  - ci era stato detto -    anche in Italia le
menti migliori sono state chiamate a governare la barca e non proprio tutto è perduto se siamo riusciti a liberarci del governo Berlusconi e presumibilmente non vedremo più nelle  televisioni, sui giornali o rotocalchi quei volti e quelle espressioni insopportabili. Ma, a conti fatti,  non è  poi andato esattamente così.
Seconda considerazione: perchè mai   siamo dovuti arrivare a tanto, ad avere un esecutivo messo su in poche ore o addiritttura in pochi minuti, quasi con la pistola alla tempia, per non far scadere quel  ristrettissimo  residuo di tempo che ci avrebbe portato alla bancarotta, al disastro, alla fine di tutto? Per di più un esecutivo imposto a quanto pare,  da un ”international board”, un direttorio   per così dire, “fuori le mura”.
Terza considerazione:  perché mai coloro che hanno fatto cani e gatti per così lungo tempo e non hanno trovato un solo argomento condiviso in quasi quattro anni  
sarebbero dovuti  ora andare d’amore e d’accordo, sotto la continua minaccia, una vera forca caudina, del fallimento totale? Ma cosa più importante perché mai coloro che hanno reso indispensabile la cura da cavallo alla quale siamo stati e siamo sottoposti  ovvero sono stati la causa del male dovrebbero poi essere essi stessi, col voto parlamentare, i garanti della cura  per la guarigione e la rinascita? Questo  è uno degli aspetti più incomprensibili dell’intera vicenda a meno che non si ammetta di essere ritornati    alla deprecata politica del cosiddetto consociativismo.
Quarta considerazione: è stato ribadito a più non posso   che occorreva rinnovare ovvero svecchiare,ovvero ancora fare largo ai giovani. Ebbene l’esecutivo tuttora  in attività di servizio non sembra rispondere a queste esigenze visto che l’età media di 63 anni  e passa è  già quella della pensione: di ieri, di oggi e di domani.
Quinta
considerazione: è stato  detto e ripetuto che da quel momento in poi nulla più sarebbe stato  come in passato. Al cittadino comune viene il sospetto che lo slogan sia stato   usato  diciamo con leggerezza, così come in passato qualsiasi stranuto, anche quello abortito, veniva definito “epocale”. E’ come se in parlamento improvvisamente, a seguito  magari di un bel sogno,  tutti i banchi si fossero  svuotati per essere  assegnati ad altri occupanti ben più capaci e meritevoli mentre invece la realtà rivela che su quei banchi “riposano”  sempre gli stessi “fondo schiena”.
Sesta considerazione: bisognava fare presto, il governo, è stato pure detto,  andrà di corsa. A parte il fatto che come suggerisce  la saggezza   popolare la gatta non ebbe buona sorte a partorire di fretta, c’era il rischio che per fare appunto celermente si colpisse alla cieca con la conseguenza che a rimetterci fossero proprio quelli che non
“hanno colpa”. E’  già avvenuto, del resto,  altre,troppe volte.  E puntualmente si è avverato ancora. Un momento di riflessione e condivisione non sarebbe  stato sbagliato. Il cittadino comune pensa anche che per far fronte alle prime inderogabili  esigenze (20 miliardi di euro)  sarebbe bastato farsi pagare da coloro che hanno “scudato” i capitali all’estero quello che altre nazioni come Germania e Gran Bretagna hanno subito chiesto ed ottenuto. E una volta turata la falla si sarebbe anche potuto   ragionare sul resto con maggior calma e senza l’assillo  “dell’orario” , del tempo cioè in scadenza, con  la possibilità di commettere altri errori.
Settima ed ultima considerazione:   c’era da  aspettarsi che a seguito di tanto qualcosa fosse almeno cambiato nell’indottrinamento mediatico, e molti si  auguravano di non dover più vedere e sentire i sermoni e le lezioncine (da primi della classe che sanno sempre
tutto) di Ferruccio  De Bortoli e Antonio Polito,di Paolo Mieli e Giuliano Ferrara, di Battista e Cazzullo, Sallusti e Belpietro,Sechi e Giannino, insomma  si sperava  vivamente  che anche i “Franco&Ciccio” dell’etere se ne fossero rimasti  un po’ a riposo: un sollievo  non da  poco per l’intero paese.
A ben guardare le considerazioni di cui sopra sono sette: come i peccati capitali, ovvero quelle colpe che nessuno è riuscito a farsi perdonare.



2012-09-30