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Per circa un anno abbiamo vissuto in una specie di “panic room”, nel timore di vederci cioè colpiti a morte da un momento all’altro e magari da un nemico non proprio riconoscibile (i mercati, le agenzie di rating,ecc.) ed a maggior ragione ci siamo posti in trepidante attesa delle “mosse” risolutrici del nuovo governo. La vita di tutti i giorni si può dire che si sia fermata e tutta l’attenzione è stata rivolta a prevedere, definire, immaginare,temere o auspicare quello che sarebbe accaduto nell’immediato futuro.A distanza di un po’ di tempo possiamo valutare ora alcune cose con una certa attendibilità. Proviamo a immaginare quello che viene in mente ad un cittadino comune,dotato come diceva Indro Montanelli di una “intelligenza media” e quali possono essere oggi le sue considerazioni. Prima considerazione: finalmente - ci era stato detto - anche in Italia le menti migliori sono state chiamate a governare la barca e non proprio tutto è perduto se siamo riusciti a liberarci del governo Berlusconi e presumibilmente non vedremo più nelle televisioni, sui giornali o rotocalchi quei volti e quelle espressioni insopportabili. Ma, a conti fatti, non è poi andato esattamente così. Seconda considerazione: perchè mai siamo dovuti arrivare a tanto, ad avere un esecutivo messo su in poche ore o addiritttura in pochi minuti, quasi con la pistola alla tempia, per non far scadere quel ristrettissimo residuo di tempo che ci avrebbe portato alla bancarotta, al disastro, alla fine di tutto? Per di più un esecutivo imposto a quanto pare, da un ”international board”, un direttorio per così dire, “fuori le mura”. Terza considerazione: perché mai coloro che hanno fatto cani e gatti per così lungo tempo e non hanno trovato un solo argomento condiviso in quasi quattro anni sarebbero dovuti ora andare d’amore e d’accordo, sotto la continua minaccia, una vera forca caudina, del fallimento totale? Ma cosa più importante perché mai coloro che hanno reso indispensabile la cura da cavallo alla quale siamo stati e siamo sottoposti ovvero sono stati la causa del male dovrebbero poi essere essi stessi, col voto parlamentare, i garanti della cura per la guarigione e la rinascita? Questo è uno degli aspetti più incomprensibili dell’intera vicenda a meno che non si ammetta di essere ritornati alla deprecata politica del cosiddetto consociativismo. Quarta considerazione: è stato ribadito a più non posso che occorreva rinnovare ovvero svecchiare,ovvero ancora fare largo ai giovani. Ebbene l’esecutivo tuttora in attività di servizio non sembra rispondere a queste esigenze visto che l’età media di 63 anni e passa è già quella della pensione: di ieri, di oggi e di domani. Quinta considerazione: è stato detto e ripetuto che da quel momento in poi nulla più sarebbe stato come in passato. Al cittadino comune viene il sospetto che lo slogan sia stato usato diciamo con leggerezza, così come in passato qualsiasi stranuto, anche quello abortito, veniva definito “epocale”. E’ come se in parlamento improvvisamente, a seguito magari di un bel sogno, tutti i banchi si fossero svuotati per essere assegnati ad altri occupanti ben più capaci e meritevoli mentre invece la realtà rivela che su quei banchi “riposano” sempre gli stessi “fondo schiena”. Sesta considerazione: bisognava fare presto, il governo, è stato pure detto, andrà di corsa. A parte il fatto che come suggerisce la saggezza popolare la gatta non ebbe buona sorte a partorire di fretta, c’era il rischio che per fare appunto celermente si colpisse alla cieca con la conseguenza che a rimetterci fossero proprio quelli che non “hanno colpa”. E’ già avvenuto, del resto, altre,troppe volte. E puntualmente si è avverato ancora. Un momento di riflessione e condivisione non sarebbe stato sbagliato. Il cittadino comune pensa anche che per far fronte alle prime inderogabili esigenze (20 miliardi di euro) sarebbe bastato farsi pagare da coloro che hanno “scudato” i capitali all’estero quello che altre nazioni come Germania e Gran Bretagna hanno subito chiesto ed ottenuto. E una volta turata la falla si sarebbe anche potuto ragionare sul resto con maggior calma e senza l’assillo “dell’orario” , del tempo cioè in scadenza, con la possibilità di commettere altri errori. Settima ed ultima considerazione: c’era da aspettarsi che a seguito di tanto qualcosa fosse almeno cambiato nell’indottrinamento mediatico, e molti si auguravano di non dover più vedere e sentire i sermoni e le lezioncine (da primi della classe che sanno sempre tutto) di Ferruccio De Bortoli e Antonio Polito,di Paolo Mieli e Giuliano Ferrara, di Battista e Cazzullo, Sallusti e Belpietro,Sechi e Giannino, insomma si sperava vivamente che anche i “Franco&Ciccio” dell’etere se ne fossero rimasti un po’ a riposo: un sollievo non da poco per l’intero paese. A ben guardare le considerazioni di cui sopra sono sette: come i peccati capitali, ovvero quelle colpe che nessuno è riuscito a farsi perdonare. |
2012-09-30
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