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Soldi, soldi, sempre soldi |
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di Antonio Filippetti
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“Soldi,soldi,soldi,sempre soldi, i beneamati soldi…”: cosi recitava il ritornello di una canzoncina anni sessanta arrivata al successo grazie anche alla interpretazione di Sophia Loren nel film “La Riffa” di Vittorio de Sica. Quello slogan, dobbiamo supporre, non ha mai smesso di affascinare e soprattutto di essere attuale, specie se si pensa a quello che hanno combinato in anni recenti e forse pure in queste ore personaggi del mondo politico, imprenditoriale, dello spettacolo e dello sport, della finanza, e così via. Magari un po’ ingenuamente ci eravamo sempre illusi che almeno il settore culturale venisse in qualche misura risparmiato, nel senso che, vista la scarsa considerazione in cui è tenuta appunto la cultura, pensavamo che ad essa fosse riservata conseguentemente una ridotta attenzione. Dobbiamo viceversa ritenere che proprio così non è, a giudicare, ad esempio, dalla “querelle” apertasi sui compensi da attribuire ai responsabili del Forum delle Culture 2013. Come molti sapranno, del Forum si è parlato moltissimo e per lungo tempo abbianmo atteso per così dire l’arrivo di Godot visto che si era enfatizzato fino alla noia l’importanza di questa manifestazione che avrebbe posto la città di Napoli per 101 giorni al centro dell’attenzione culturale mondiale. Vorrei confessare che in molti avevamo avuto un certo presentimento, come se qualcosa ci avesse messo sull’avviso preconizzando che non sarebbero stati tutte rose e fiori anche perché per lungo tempo ne abbiamo sentito parlare, è vero, ma non abbiamo capito esattamente cosa sarebbe stato in realtà il tanto atteso Forum. Come spesso accade in Italia siamo stati destinatari di annunci eclatanti ma più ancora di chiacchiere confuse e assai poco comprensibili ai più. Forse anche perché, come ormai endemicamente accade per la cultura, lo “standard” istituzionale non è proprio il massimo, anzi non di rado è decisamente insufficiente, ovvero inadatto al ruolo. Il che potrebbe sembrare perfino una beffa se si parla di inefficienza culturale per una iniziativa che si richiama precipuamente alla cultura.Poi c’è stata una schiarita con la nomina di Roberto Vecchioni ma anche si è contestualmente scatenata la “bagarre”, sulle altre nomine,il che significa il solito valzer di poltrone,cariche, posizioni di potere, ecc. da realizzare secondo la logica dell’immarcescibile “spoil system” style="mso-spacerun: yes"> che all’occorrenza, come si sa, manda tutto a carte quarantotto senza tener conto di uomini e cose (e figurarsi se si può tener conto della cultura!). Una volta sistemata la squadra e data fiducia all’investimento Vecchioni, ci aspettiamo ora un’ampia discussione e una altrettanto copiosa messa in campo di idee e programmi , al di là appunto delle affermazioni di rito, invero assai scontate e banali. Ma di programmazione non si parla ancora, viceversa – c’è da supporre - si discuterà, e molto, dei compensi, dei beneamati soldi di cui alla canzoncina di cui sopra. La cultura naturalmente non può essere un prodotto realizzato gratuitamente, a costo zero, questo deve essere chiaro, ma benintento questo concetto dovrebbe valere pure per i tanti “volontari forzati” che prestano la propria opera intellettuale o zero euro nel settore dello spettacolo, della comunicazione, dell’arte, e così via. Ora, a quanto sembra di capire, il nodo fondamentale è la definizione del quantum e la valutazione della sua congruità. Nessun accenno invece al cosa e al come.Indubbiamente un artista di fama e di alto rango ha il suo status da mantenere, ma sarebbe anche bello per una volta non tirare in ballo i cachet e accettare di spendere il proprio nome in una vera condizione “low cost”; vista la situazione generale del paese; potrebbe questo anzi non sminuire l’immagine artistica (richiamandosi alle “tabelle professionali”) ma addirittura accrescerla e di molto nella mente e nel cuore dei napoletani e non solo. E riteniamo che proprio per questo alla fine abbia prevalso la logica “solidale” del costo zero. Ci sono molte “rogne” da affrontare facendo il presidente del Forum, nessuno lo mette in dubbio ma, per dirla tutta, al di là del nome, non si hanno nemmeno notizie certe sui trascorsi organizzativi di Vecchioni, soprattutto a livello internazionale come sarà il Forum e lui stesso ha ammesso correttamente di affrontare l’incarico da novizio.Ci sarà intorno a lui una squadra ma qui tornano in ballo dubbi e perplessità di varia natura. Starremo a vedere; attendiamo per questo con grande rispetto, la fine della “querelle” nell’auspicio che la parte migliore della città (enon solo) gli darà una mano (compensi a parte) ma ora vorremmo finalmente sapere qualcosa di più dettagliato sui programmi, conoscere ad esempio, in primis, senza ricorrere alle ovvietà di maniera, quale “genere” di cultura si intende promuovere e praticare per non correre se non altro il rischio di scambiare fischi per fiaschi o solo di “sognare” di fare cultura mentre si fanno in realtà operazioni di tutt’altro tipo. |
2011-12-30
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