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Gli anni dell’infanzia e della giovinezza sono il periodo fondamentale per la comprensione dell’opera di Botero, vissuti nel seno di un’agiata e colta famiglia cattolica nella tumultuosa Colombia degli anni trenta e quaranta. Da bambino subisce il fascino dell’architettura barocca e delle illustrazioni della Divina Commedia di Gustave Doré. Successivamente Botero dichiarerà di "non aver mai dipinto nulla di diverso dal mondo come lo conosceva a Medellín". A 12 anni lo zio lo iscrive ad una scuola per toreri, dove rimarrà per due anni (la sua prima opera conosciuta è un acquerello raffigurante un torero). A 16 anni già disegna le illustrazioni per i supplementi di "El Colombiano", il giornale più importante della sua città natale. Giovanissimo, nel 1948 espone per la prima volta a Medellín. Risale al 1951, invece, la prima "personale": ha luogo a Bogotá, la capitale. Nel 1952 vince, con il dipinto "Sulla costa", il secondo premio al IX Salone degli artisti colombiani, organizzato presso la Biblioteca Nazionale di Bogotá: investe il denaro del premio per intraprendere un viaggio di studio in Europa. In Spagna visita il Museo del Prado di Madrid, dove conosce le opere di Francisco Goya e Tiziano, fra gli altri. A Parigi medita sull’arte d’avanguardia francese e decide di interessarsi degli antichi pittori. Giunge alfine in Italia, dove entra in contatto con le maggiori opere del Rinascimento italiano. Le opere di Giotto e di Andrea Mantegna soprattutto, lo ispirano molto ed esegue diverse copie dei suoi capolavori, pur non disdegnando gli altri autori della scuola senese, e della Toscana, in generale. |
2010-05-31
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