articolo 1260

 

 
 
Il merito in politica e altrove

 







Antonio Filippetti




Alle tante difficoltà che si riscontrano nella vita civile del nostro paese, se n’è aggiunta – o si è solo evidenziata più nettamente per ragioni contingenti -  un‘altra che riguarda  per così dire la legittimità ovvero  il riconoscimento della rappresentanza. Argomentiamo  meglio il concetto. Alla vigilia delle elezioni  regionali tutti i partiti appaiono  in sofferenza giacché non riescono ad esprimere un candidato unanimemente  condiviso. Ma il problema non sta tanto nella condivisione del nome quanto nella difficoltà ad esprimere un personaggio che sia realmente presentabile, ovvero dichiaratamente autorevole -  anche se per una sola parte -  nel senso che può offrirsi ai suoi concittadini con animo sgombro e  la coscienza a posto. In alcune regioni in particolare, come sappiamo anche da analisi e rilevazioni che si sono susseguite in  questi ultimi tempi  con ritmo persino  eccessivo (o forse ossessivo), i governanti in carica non godono buona salute quanto ad indice di gradimento e apprezzamento popolare. Il che significa che quando un mandato arriva a scadenza  è assai arduo riproporsi alla carica elettiva. Ecco allora che  i partiti si danno da fare per scovare il nome vincente (o almeno presentabile). Ma qui si aprono due crepe  che aggravano per così dire la situazione. In primis, la scelta pare sempre debba essere fatta in obbedienza alla logica del clan, vale a dire l’ appartenenza a filiazioni e gruppi che non hanno alcun rispetto della realtà; in questo condizionati anche dalle normative elettorali che come sappiamo non tengono conto dei radicamenti  territoriali per cui   arrivano come pacchi postali da un capo all’altro del paese determinati campioni  “fuori contesto” che pure vengono poi  eletti con grande clamore, salvo poi a distinguersi  per assenza e incompetenza. 
Tuttavia la sofferenza politica maggiore sta probabilmente nel fatto che i partiti, sempre più lontani dal tessuto  civile e sociale del paese, non hanno costruito al loro interno una vera scuola  di formazione, per cui dietro i “soliti noti” c’è  oggi un vuoto incolmabile , un vero e proprio deserto senza prospettive. E qui entra in ballo la questione culturale, poiché la classe dirigente si è rivelata assolutamente non all’altezza anche per quanto riguarda la creazione diremmo di una discendenza, ovvero di un continuum in grado di far progredire la vita comunitaria ed è rimasta rinchiusa nella strettoia dell’egoismo e dell’autoreferenzialità. Ma  se gli uscenti per così dire non sono più presentabili, dietro di loro c’e un vuoto pericoloso e sconvolgente, come se ci trovassimo di fronte ad un evento naturale catastrofico che ha distrutto tutto e tutti per cui una eventuale ricostruzione non può non richiedere   anni ed anni di
lavoro. A ben guardare poi, questa situazione  si è geograficamente  radicalizzata, giacché si ripropone pari pari in ogni area del paese, da Nord a Sud. Difatti, a  meno di  due mesi dalla data delle elezioni,  le candidature, tra un litigio e l’altro,  sono ancora “in progress” da diverse parti e la cosa è ancora più rilevante se si pensa che in Italia le campagne elettorali durano anche sei mesi o addirittura un anno intero! E naturalmente l’impasse riguarda l’intera sfera politica senza eccezioni, dall’estrema destra all’estrema sinistra. Non sapendo che pesci pigliare si brancola spesso nel buio e magari si va alla ricerca, come sta avvenendo  in questi giorni, del nome nuovo, da estrarre come un coniglio dal cilindro del prestigiatore   e giusto  per tirarsi fuori dalla mischia e far finta di accontentare  una stanca platea.  Alla fine viene da pensare, per dirla  con Leonardo Sciascia, che in determinati casi dovremmo probabilmente   accontentarci di alcuni “ominicchi” o peggio ancora  di  “quaquaraqua”. In un contesto del genere continuare a parlare di  sviluppo economico, ripresa culturale, rinnovamento civile, ecc.,  sembra davvero un “pensierino della sera” riproposto incautamente dalla “favola della nonna”.



2010-01-31