QUANDO LA DISABILITÀ DIVENTA ARTE
 











Ritorna in libreria il saggista e musicologo Gildo De Stefano, col suo romanzo dal titolo “Diario di un suonatore guercio” (Infuga Edizioni, ISBN 9791280624352, Napoli 2022, €. 16,00), disponibile su tutte le piattaforme on line. Il passaggio dalla saggistica alla narrativa era stato più volte annunciato dall’autore, peraltro invogliato dal piazzamento fra i finalisti del ’Premio Calvino’ di diversi anni fa. Naturalmente per quanto sia un romanzo questo libro di De Stefano non si discosta affatto dalla sfera di competenza del musicologo partenopeo che ha trascorso molti anni negli States per le sue ricerche sui diversi libri sulla cultura e musica afroamericana. Infatti da quell’esperienza ha colto situazioni di vita che formano l’impianto narrativo di questo lavoro, il tutto sul filo della musica jazz, che poi rappresenta l’argomento principe dei suoi libri di saggistica.
La storia è incentrata sul conflitto tra la scontrosapersonalità di un pianista e il vigore istintivo e vincente del rivale, descritta da angolazioni tutte diverse, che disegnano una mappa del dolore, dell’amicizia, dei rapporti umani spesso vissuti al limite dell’intollerabile. Due artisti a confronto. L’uno, sensibile e introverso, in una ricerca disperata dell’amore; l’altro, bello e dannato, incuneato verso l’autodistruzione. Il tutto a ritmo serrato della musica jazz. La diegesi tratta più temi: l’amicizia, l’amore, la crisi adolescenziale, il tutto corre sulle righe di un pentagramma. L’autore utilizza un tessuto dialogico costituito, naturalmente, anche da numerose citazioni di eventi e personaggi reali della musica italiana e internazionale a cui ha assistito e ha conosciuto, a tratti vivacissimo, di grande naturalezza, gusto letterario, e di notevole intensità espressiva. In questo esordio di romanzo di lungo respiro, De Stefano ha tracciato un arco temporale con un’esposizione abbastanza levigata, con l’auspicio che dial’impressione di una certa maturità editoriale. Descrive scene veloci, ricche di dettagli geografici e artistici, che raccontano fatti a volte tragici in una maniera calma, quasi ovattata, come a sottintendere che quei fatti non sono eccezionali ma normale amministrazione. Come pure ha cercato, per le sue embrionali capacità narrative, di scrivere questa storia in modo elegante, talvolta anche eccessivo e imbarazzante, perché si potrebbe scambiare per indifferenza morale, dato che rappresenta anche il male e la crudeltà del fato con uno stile plastico, con parole posizionate in modo encomiabilmente letterario.            Luigi Panico






2022-12-20


   
 



 
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