Saverio Mercadante ed il suo teatro napoletano
 







Rosario Ruggiero




Di origini incerte (chi lo vuole pugliese, di Altamura, nato il 17 settembre 1795, chi napoletano e venuto al mondo il 26 giugno 1797), Giuseppe Saverio Raffaele Mercadante fu compositore formatosi, come Vincenzo Bellini e vari altri illustri musicisti, alla prestigiosa scuola partenopea di Nicola Antonio Zingarelli.
Prolifico operista, trattò anche altri generi musicali, componendo musica sacra, musica di circostanza, concerti e sinfonie.
Legato alla città di Napoli, per avervi studiato ed operato, vi risiedette definitivamente dal 1840 fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta centocinquanta anni fa, il 17 dicembre 1870, dirigendone anche il conservatorio di musica ed insegnando, tra gli altri, a Francesco Paolo Tosti, celeberrimo autore di arie da camera e delle canzoni “’A vucchella” e “Marechiare”.
La città del Vesuvio lo onorò intitolandogli, nell’anno della dipartita, uno dei suoi maggiori teatri, già conosciuto come Teatrodel Fondo.
A parlarcene, Tommaso Tuccillo, architetto, attore e musicista, recente autore di una interessante iniziativa espositiva, purtroppo in temporaneo stallo a causa dell’infausta pandemia di questi giorni, dedicata all’importante teatro, ad un secolo e mezzo dall’attuale denominazione.
«Sorto nel 1778, per volontà del re Ferdinando IV di Borbone, ai fini di valorizzare l’opera buffa, il teatro Mercadante è opera di Francesco Sicuro. Costituito da cinque ordini di palchi, si presenta attualmente con una facciata ottocentesca frutto di successivi restauri, anche abbastanza invasivi e talvolta criticati. Ebbe svariate destinazioni di uso, ed ospitò una famosa serata futurista dove si scontrarono, anche fisicamente, i seguaci della corrente artistica di Filippo Tommaso Marinetti, capeggiati dal fondatore, e spiriti più conservatori. Utilizzato inoltre come cinematografo, e finanche destinato ad incontri pugilistici poi mancati, fu chiuso dagli anni Sessanta agli anni Ottantadel secolo scorso per essere riaperto con una rassegna dedicata ad Eduardo De Filippo, ed una particolare rappresentazione di “Histoire du soldat” di Igor Stravinskij curata da Roberto De Simone. Ma solo agli anni ultimi Novanta risale il primo calendario organico degli eventi».
Oggi il teatro Mercadante di Napoli, pur nato per l’opera musicale, è dedicato sostanzialmente alla prosa, ospitando capolavori della drammaturgia di tutti i tempi e progetti stranieri.
Non risuona più di antichi concerti, ma, tenace, non cessa di tenere in vita il nome di un artista che fu legato alla lezione di Gioacchino Rossini, e che resta certamente protagonista storico del mondo dei suoni.






2020-11-30


   
 



 
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