Napoli da vicino e da lontano
 











Sulla città di Napoli, la sua storia, le tradizioni, le sue contraddizioni e la straordinaria capacità di rinascere ogni volta a nuova vita, sì è scritto tanto, forse anche troppo e sicuramente si continuerà ancora a farlo in avvenire probabilmente perché il fascino che irradia Partenope è davvero  quello di una sirena incontenibile.
A tale nutrito repertorio si aggiunge ora anche questo contributo di Antonio Fresa che si presenta tuttavia sin dall’inizio con un obiettivo diverso dal solito. L’autore, infatti, pur napoletano di nascita, vive ormai da anni lontano dalla sua terra d’origine ed è docente di lettere e filosofia in Umbria, una scelta fatta a suo tempo con finalità precise che non stiamo ora a indagare. Quello che interessa è il rapporto che lo scrittore ha mantenuto con i valori e i personaggi della sua città natale che ora affiorano con impellenza e reclamano per così dire di essere richiamati giacché ritrovati nellospirito e nella mente. E non ha caso questo libro ha già fornito in precedenza lo spunto per uno spettacolo teatrale. Ma cos’è che alimenta in realtà questa “passione narrativa”? Ce lo dice chiaramente lo stesso autore in una nota introduttiva: “il racconto si basa sulla parzialità assunta  come condizione necessaria, ci sono alcune storie personali, riflessioni sul Mediterraneo e sulla cultura che esso conserva; una serie di pagine dedicate  alla cultura napoletana e alla sua ricchezza, una serie di informazioni su parole,  personaggi, luoghi ed eventi legati a Napoli”.
Possiamo tuttavia aggiungere, leggendo il libro, che questi propositi sottendono qualcosa di più di quanto legittimamente e “umilmente” affermato, vale a dire il desiderio di comprendersi meglio attraverso l’esperienza mnestica di un passato che rivive e anima ancora il presente, proprio grazie ai ricordi di situazioni, luoghi e personaggi mai dimenticati e che hanno, anzi, segnato la vita dello“story teller”. E allora la città diventa un tutt’uno con chi l’ha vissuta e ora la racconta, il pretesto si direbbe per certificare il proprio spessore umano e intellettuale. E probabilmente non è neanche un caso se Fresa ritorna in una breve appendice a omaggiare poi  autori  e opere legati a vario titolo alla città di Napoli, da Luciano De Crescenzo a Eduardo De Filippo a Fabrizia Ramondino: un “revival” di  situazioni ed esperienze  che il tempo  sembra rinnovare a ciclo continuo.
Antonio Filippetti

Antonio Fresa
Nea-Polis, ovvero contro l’ovvietà del presente
Intermedia Edizioni, pp.90, euro 10,00






2020-02-29


   
 



 
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