Vissi d’arte
 











Si può davvero vivere d’arte al giorno d’oggi?. E’ questo il dilemma che è al centro dell’ultimo romanzo di Luigi Mazzella. E’ un interrogativo sicuramente non banale tenuto conto dell’evolversi del nostro tempo soprattutto per quanto riguarda le relazioni umane e sentimentali. La famosa affermazione legata al destino di Floria Tosca, l’eroina pucciniana che offre lo spunto all’intreccio del romanzo di Mazzella, pone al momento non pochi interrogativi. Lo scenario dei nostri tempi è, infatti, ben diverso, molte cose sono cambiate, forse anche troppe, e la passione amorosa batte strade diverse dal passato. La protagonista della storia, Silvie Dantan è un’attrice di prosa che lavora per cinema e televisione. E’ lei che ci racconta la sua vita, le sue esperienze e il desiderio di una reale emancipazione psichica e sentimentale che alla fine risulterà irraggiungibile.
Ma la  storia di Silvie è anche – e forse soprattutto – un pretestoche serve all’autore per riflettere sulla condizione umana nel tempo presente, sulla difficoltà di acquisire un reale affrancamento  civile ed esistenziale. Il punto centrale sembra essere proprio questo: perché Silvie non riesce a vivere pienamente la sua storia sentimentale che la lega all’amica del cuore, Stefania, e deve vedersi costretta al fallimento? Mazzella punta per così dire il dito sulla limitatezza attuale dei costumi sociali, sulla difficoltà che incontrano i giovani a vivere con serenità e soddisfazione la loro esistenza con tutti i rischi e le peculiarità connessi alla sessualità. Un’educazione tuttora limitata e costrittiva, infatti, impedisce una reale estrinsecazione della personalità individuale, colta nelle sue molteplici sfaccettature.  Il romanzo allora, al di là del tono romantico che sembra suggerire il titolo,  diventa un’occasione di riflessione scottante e problematica su   interrogativi reali della nostra epoca. Con un’amaraconsiderazione di fondo: “che tutti gli esseri umani, per stupidità, per  malformazioni caratteriali, sono bloccati e non riescono a essere aperti all’esperienza erotica  o anche solo amorosa”. Siamo allora ben distanti dall’esperienza passionale di Tosca ma ugualmente immersi - e forse persino più tragicamente - in un dilemma dal quale non riusciamo ancora a venire a capo.
Antonio Filippetti

Luigi Mazzella
Vissi d’Arte
Avagliano Editore, pp.270, euro, 19,00,






2019-01-09


   
 



 
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