La tomba del tuffatore e l’attimo fuggente
 











L’editoria corrente, per quanto riguarda la produzione narrativa, sembra preferire in maniera preponderante la dimensione del romanzo. Infatti, nell’offerta disponibile abbondano i romanzieri a discapito anche di tutte le altre tipologie di scrittura (poesia, novellistica, documentaristica, ecc). Di conseguenza accade sempre più raramente d’imbattersi in libri di racconti anche perché notoriamente rifiutati dagli editori (”scriva prima un romanzo di successo, magari un thriller e poi parleremo dei racconti”, fu la risposta di un noto editore a un autore che proponeva una selezione di racconti). Eppure, a ben guardare, la tradizione italiana non si riconosce tanto nel romanzo (come altre letterature), bensì proprio nel racconto con eccellenze indiscusse che spaziano dal Trecento all’ultimo secolo.
Stando così le cose è sicuramente piacevole imbattersi in una raccolta di racconti come quella che ci propone Nicola Bottiglieri col titolo de”La Tomba del tuffatore” che ricorda tra l’altro un momento canonico di arte funeraria greca qual è quella custodita a Paestum e di cui si celebra proprio quest’anno il cinquantenario della scoperta (la tomba del tuffatore, appunto).
I racconti di Bottiglieri coinvolgono il lettore in un’originale e appassionante lettura attraverso il tempo, nel senso che lo scrittore fa rivivere nella sua pagina esperienze e situazioni che spaziano in un ampio arco temporale, con protagonisti che riescono a sorprenderci proprio perché si rivelano capaci di vivere momenti epocali non classificabili in un’unica cifra geo-anagrafica.  I cinque testi proposti ruotano, infatti, intorno a protagonisti e vicende capaci di viaggiare nel tempo, riuscendo a dare corpo a esperienze che si dilatano e ampliano al di là del contingente in una sfida cosmologica prima e più ancora che letteraria.
Lo scopo sembra proprio quello di fissare l’esistenza nel momento al tempo stesso canonico e catartico deltuffo, l’attimo in cui la sospensione del volo diventa atemporale e universale. Lo dichiara lo stesso autore nella premessa qualificando altresì il compito precipuo dello scrittore: “ se la vita è un tuffo effimero, l’arte cerca di far durare nel tempo quell’attimo fuggente che è la vita di tutti noi”. E la simbologia del tuffo è l’espressione di una sfida esistenziale nella quale l’uomo continua a dibattersi da sempre: l’attrazione di un’esperienza unica e irripetibile  e  il lampo definitivo  di un bagliore mitico e irreprensibile.
Antonio Filippetti

Nicola Bottiglieri
La tomba del tuffatore
Multimedia Edizioni, pp.152, euro 15,00







2018-06-12


   
 



 
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