Il successo “prezzolato” degli scrittori
 











Sono diverse settimane  che non si parla d’altro. Le molestie di personaggi famosi dello star system  e persino della politica su ragazzi e ragazze indifesi tengono banco a ciclo continuo e probabilmente, come accade per  tutte le “orge” mediatiche, ce le dovremo sorbire ancora per chissà quando. Mentre languano, ahimè, problemi ben più seri e gravi il cui elenco sarebbe perfino troppo lungo e non esauribile in questa sede.
Ma la curiosità del momento risiede a mio avviso in un episodio singolare e per molti aspetti sconcertanti che giunge per così dire a rimorchio della politica dello stupro facile e delle molestie a buon mercato,. Capita per un settore “insospettabile”, ovvero per la letteratura.
Avviamo avuto notizia dal Corriere del Veneto che circa dieci anni fa (è sempre avvenuto tutto nel passato) uno scrittore alle prime armi, tale Mattia Signorini, sia stato oggetto di una proposta indecente da parte di unagiornalista attempata ma sicuramente influente. Ecco il punto. La signora in questione avrebbe circuito l’aspirante narratore invitandolo a casa sua per un incontro riservato ma oneroso. Il prezzo, infatti, consisteva nel prendersi cura delle grazie della stantia giornalista in cambio di una recensione favorevole del  romanzo appena uscito dello scrittore, addirittura una pagina intera di giornale.
Apprendiamo che non se ne fece nulla anche perché la Mata Hari in questione suscitava un certo disgusto visto che anche in occasione dell’incontro alla festa se ne era andata spudoratamente  abbracciata a due giovani diciottenni.
Non interessa ora appurare la verità dei fatti. Quello che sorprende è ben altro. Innanzi tutto la possibilità di decretare il successo incondizionato di un libro con una recensione favorevole. Forse il tempo è cambiato ma oggi come oggi sappiamo che un giudizio lusinghiero non si nega a nessuno, visto che le recensioni parlano quasi sempre dicapolavori “imperdibili”, E, del resto, anche lo scrittore in parola successivamente , a quanto risulta , di pareri favorevoli ne ha avuto a sufficienza. Sarebbe davvero difficile trovare al giorno d’oggi un inventario di “stroncature”, quei giudizi espressi  cioè da critici autorevoli  e scrupolosi, impegnati  sul serio ad occuparsi di letteratura , mentre oggi imperversano, come si sa,  i recensori omnibus capaci di passare da un giorno all’altro, mettiamo dal romanzo gotico all’enogastronomia. 
Ma poi  è davvero  credibile  che una recensione possa  decretare il successo di un testo ed avviare il suo autore a fama imperitura?.
Viviamo nell’era dei social e delle fake news dove tutto si inventa e si  mescola in un calderone fasullo come nei programmi posticci delle televisioni. I tempi sono certamente cambiati. Se si pensa che uno scrittore come Marcel Proust dovette pagarsi le spese per la pubblicazione del suo romanzo “LaStrada di Swann” e poi scriversi egli stesso, sempre dietro compenso, qualche recensione positiva.  Può destare interesse per le patrie lettere che un aspirante scrittore sia stato concupito da un’allupata cronista? Ed è  il caso di parlarne? Soprattutto pensando che l’incontro galeotto non ci fu mai e che Signorini pur senza l’autorevole avallo della tentacolare Circe, è oggi annoverato tra gli scrittori di successo.
Antonio Filippetti






2017-11-30


   
 



 
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