Le verità apparenti
 











La narrativa italiana contemporanea (ma non solo quella di casa nostra) sembra svolgersi in questo periodo in maniera pressoché predominante all’insegna  della tipologia dei generi tra i quali primeggia indisturbato il filone del poliziesco con tutte le sue varianti e sfumature;   viene addirittura da pensare che lo scrittore non riesce più a ritrovarsi al di fuori dello schema del libro giallo, della partitura obbligata del noir,  tanti sono i titoli che  sviluppano   al momento  storie  improntate ad un ripetitivo cliché  narrativo.
Tenuto conto di tale premessa appare già meritevole poter ospitare nel novero degli “story tellers”  autori che propongono  trame  per così dire esistenziali, basate su riflessioni e analisi che coinvolgono  l’individuo nella sua  complessità morale o  psicologica, che si dibattono tra passioni e delusioni, incertezze e sensidi colpa. E questo sembra essere la chiave di volta della poetica che ritroviamo nel romanzo “Le verità apparenti”, la seconda prova narrativa di Adriana Ostuni.  Dopo il precedente “Apollo nel caos”, la scrittrice, com’era forse prevedibile sin dall’esordio, rimescola le carte o meglio riavvita la propria ispirazione per disegnare un’altra storia problematica e conflittuale di destini in cerca di spessore e qualificazione. Il romanzo, infatti, sembra muoversi su un doppio binario ovvero sulla contrapposizione tra verità e finzioni, luci e ombre, apparenze e inganni.  Su questa falsariga la Ostuni segue i protagonisti principali del suo nuovo romanzo, Alessia e Fabrizio, di cui disegna passo dopo passo  le avventure ,i tradimenti, le illusioni e i dissapori. L’incontro tra i due personaggi sembra destinato al successo ma poi cammin facendo  la strada si fa impervia, irta di amarezze e difficoltà fino al drammatico finale.
La scrittrice  costruisce il suoromanzo in quattro quadri, ma forse sarebbe più utile dire in quattro tempi, pensando magari ai quartetti poetici di T. S .Eliot o a quelli  musicali di Beethoven. Ma la ripartizione quadripartita  allude anche alle stagioni della vita, all’incedere del tempo che muta non soltanto le nostre esistenze, ma persino il sentimento  e la percezione della realtà. Non tutto è come sembra o come vorremmo che fosse e la disillusione è sempre in agguato. E la spia del resto è per così dire già sottintesa nel titolo dell’opera.
 Adriana Ostuni in questo suo nuovo romanzo affina egregiamente la propria capacità d’introspezione psicologica specie per quanto riguarda la descrizione della figura della protagonista che risulta un personaggio  ben tratteggiato in tutte le sue mutevoli  sfaccettature. Questo in virtù anche di uno stile che si rivela compiuto e armoniosamente articolato.  Resta il dubbio sul tema di fondo: è possibile fidarsi di ciò che appare e dovesi staglia la verità? La Ostuni vuole  offrirci forse  uno spiraglio di speranza  laddove ci fornisce in chiusura, alla maniera dei classici, un “explicit” per  ricordarci che “il nero si  dissolve” e che  dopo il buio della notte arriva la luce del giorno. 
Antonio Filippetti

Adriana Ostuni
“Le verità apparenti”
 WIP Edizioni, pp.356, euro, 15,00






2017-10-08


   
 



 
01-10-2017 - Le verità apparenti
01-08-2017 - LA DONNA E IL MARE Gli archetipi della scrittura di Corrado Calabrò
01-06-2017 - RITMI E COLORI DEL BRASILE
01-05-2017 - TOTÒ: VITA, OPERE E MIRACOLI
01-05-2017 - Chi ha paura della psicoanalisi?
01-03-2017 - La complicità del perdono
01-02-2017 - Carmen Moscariello e il “Tunnel dei sogni” La rivincita della parola poetica
01-12-2016 - Corrado Calabrò, una vita in poesia
01-01-2004 - Corrado Calabrò, una vita in poesia
01-11-2016 - AMALIA GALANTE Il Cristianesimo nella storia e il pensiero dell’uomo nel tempo che gli fu assegnato”
01-10-2016 - LA CITTÀ NELL’ANIMA LUIGI IMPIERI
01-09-2016 - La scrittura e la malattia nell’analisi critica di Carlo Di Lieto
01-06-2016 - COME SE NIENTE FOSSE
01-04-2016 - Edmond Jabès e Il libro delle interrogazioni
01-02-2016 - Tre donne in fuga