Carmen Moscariello e il “Tunnel dei sogni”
La rivincita della parola poetica
 







Fiorella Franchini




Un “Tunnel dei sogni”  dentro il quale i versi evocano una serie di momenti di “crisi” in cui prevale il trovarsi a percorrere o strisciare in un lungo e buio corridoio lottando con sensazioni di soffocamento e con la paura di non riveder la luce.
Nella silloge precedente la poesia di Carmen Moscariello era immediata e quotidiana, abitava le singole parole e ogni verso fuggiva lontano per tornare, riportando pensieri come respiri, parole simili a sussurri. In quest’ultima raccolta l’inconscio poetico dell’autrice esprime una certa sofferenza personale che affronta realmente, con fatica, una mancanza d’aria dentro una realtà in cui si sente priva di possibilità e di alternative, costretta a seguire una verità convenzionale che non si è scelta e che non reca soddisfazione, un sentirsi gravata di responsabilità verso se stessa e verso il mondo.
“E’ una cappa la città, ci hanno chiuso in una cappa” è il grido disperato che giungedalla terra dei fuochi, dalla Sardegna compare lo spettro delle industrie del Sulcis, “sono mostri cadaverici/lugubri rosai si frangono/nella ferocia dei fanghi rossi”, a Parigi i morti del Bataclàn domandano: Perché sei venuta qui, nella città insanguinata?
Un tunnel sotterraneo che scava nell’anima della poetessa come in un terreno fertile, dove si affonda nell’emozione, nella passione, si scartano i sassi dell’indifferenza. L’attualità incombe, nascono dubbi e domande che si rincorrono.
Scrivere poesie ha un senso? Il poeta riveste ancora il ruolo di agitatore di coscienze? Nella cultura occidentale l’habitat degli intellettuali sembra essere diventato il salotto, soprattutto quello televisivo, ove prevale il culto dell’autoreferenzialità e dell’esposizione mediatica. Se in molti paesi del mondo essere uomini d’impegno e di cultura, essere poeti, può ancora esporre alla persecuzione, al carcere, alla morte, in Italia, a parte qualche caso di accanimento nei confronti discrittori e intellettuali, pensiamo a Saviano o a Pasolini, la poesia è, soprattutto, la Cenerentola della letteratura, i libri di liriche sono i meno venduti, chi scrive poesie è spesso considerato “fuori tempo”, snobbato o addirittura deriso.
I versi di Carmen Moscariello vanno letti nel silenzio della propria coscienza e, immediatamente, ci si trova immersi in una materia densa che impedisce i movimenti, si cerca lo spazio, il chiarore, e ogni energia viene spesa per uscire da quella situazione che sembra provocare angoscia.
“Un lungo viaggio di mille miglia si comincia col muovere un piede” ha scritto Lao Tze  e. lungo la strada, l’emozione struggente dell’ispirazione affascina, invita a comprendere il significato dell’essere e il lato oscuro dell’esserci, resuscita una necessità di rinascita personale e collettiva.
Sia nell’esperienza onirica che in quella poetica l’uscita dal tunnel è sempre un segno positivo, simbolo di un percorso particolarmente duro edimpegnativo che il sognatore è riuscito con le sue forze a percorrere ed in cui è riuscito a salvarsi. Dopo lo smarrimento Carmen Moscariello si riconquista, accetta nella sua anima il duro impegno di camminare sola, di lottare, di portare alla luce tutto quanto in lei giace di forte, d’incontaminato, di bello: “…non abbiate paura…” sussurra. Si percepisce quasi un arrossire dei suoi mille rimorsi, della sua lunga sofferenza, dell’abbandono in cui aveva lasciato la sua anima, quasi odiandola.
Alfine risente il sapore della vita e l’angoscia esistenziale si stempera negli affetti domestici e nella speranza: “ Poi risale dal pozzo /un non so che/di gioia, di speranza/un canto”.
- La poesia nasce dentro di me come un terremoto. - confessa l’autrice e il senso è tutto qui, in questo istinto di resilienza appassionata che costringe a guardare dentro se stessi, a cercare il significato del nostro quotidiano: “Proseguire!/ Saper travalicare/l’eremo/bruciare il sole/attrattadall’avventura della vita…”
E’ la rivincita della parola poetica, “ lingua madre della razza umana”, molecola insostituibile del nostro DNA. Carmen Moscariello riafferma, senza retorica e senza artifizi, la sua modernità “anelito dell’uomo verso il mondo superiore.”
 “Tunnel dei sogni”  Carmen Moscariello –
 Il Convivio Editore –pp. 55 – Euro 7,00)






2017-02-13


   
 



 
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