Dopo venticinque anni
 











In questi giorni  Arte&Carte  registra una svolta storica: non tanto e non solo perché consegue il traguardo dei venticinque anni di vita che al giorno d’oggi rappresentano per qualsiasi  testata un’occasione  unica e  spesso  irripetibile.  La considerazione più profonda consiste in realtà nel fatto che una rivista abbia attraversato e vissuto un tempo che oggi appare lunghissimo. Secondo stime recenti, infatti, una generazione si misura, ovvero si esaurisce, nell’arco  di sei/ otto anni, nel senso che passato questo periodo emergono stili di vita, interessi, scenari sociali e politici  del tutto contrastanti rispetto agli anni immediatamente precedenti. Il che vuol dire che veniamo da lontano ma soprattutto che abbiamo condiviso un tempo abbastanza lungo da consentirci di stilare   un bilancio “storico”.
Tuttavia nel nostro caso le riflessioni sono abbastanza semplici,addirittura scarne, perché ci dicono poche cose essenziali. E più di ogni cosa   ci conforta la certezza di aver  visto giusto, avevamo cioè scelto la strada della creatività come estremo baluardo per contrastare l’omologazione aberrante e l’appiattimento delle coscienze; puntando sul valore della   originalità del pensiero creativo avevamo  compreso che  l’unica arma di difesa prima ancora che
offesa nei confronti dell’amministrazione  stereotipata  dei comportamenti, fosse  l’impegno a sostenere con ogni  forza i valori di una  cultura  autenticamente libertaria,  senza soggezioni di parte o  apparentamenti utilitaristici. 
Oggi possiamo riproporre  anche il nostro editoriale d’esordio con una punta di orgoglio,  vale a dire  non per parlarci addosso ma unicamente per documentare  il rigore di una scelta alla quale siamo riamasti fedeli, un piccolo se si svuoleauto-riconoscimento, utile da segnalare in un periodo come quello attuale in cui dominano  due atteggiamenti di comodo riassumibili nell’opportunistico  salto sul carro del vincitore del momento e il postumo e  auto-assolutorio “io l’avevo detto”.
I cinque lustri che abbiamo vissuto con la nostra rivista ci hanno confermato un assunto di fondo: che nel progressivo imbarbarimento che ha coinvolto la società nel suo complesso con la relativa perdita del  sentimento della bellezza e del valore  della memoria, il ricorso alla creatività della cultura appare come il solo valido antidoto a cui affidarsi  per continuare un’opera di resistenza che alla fine non potrà  non avere la meglio. Ma ovviamente  ancora bisognerà vigilare  poiché i “franchi tiratori” sono sempre in agguato e pronti con i loro travestimenti ad invadere il campo: questi cecchini maliziosi  che girano sui giornali, rotocalchi, talk-shows, e  ovunque possono trovareuna tribuna accogliente, sono i peggiori ovvero gli autentici nemici di quella vera  cultura   della libertà creativa che in  venticinque anni di lavoro abbiamo cercato di  sostenere e diffondere.
Antonio Filippetti

Ed ecco l’editoriale del primo numero (aprile/maggio 1991)
Arte&Carte, la sfida dell’utopia
Viviamo anni di straziante banalizzazione; la capacità di omologare usi, abitudini ,diversità intellettuali ci ha condotto ad un livellamento culturale dal quale sembra difficile affrancarsi. La nostra iniziativa culturale  nasce in primo luogo da questa consapevolezza e conseguentemente dal rifiuto  di vedersi inglobati  nel generale marasma. Il nostro sforzo è teso proprio  alla ricerca e valorizzazione  della creatività individuale,  della specificità personale in un mondo in cui tutto è  sempre uguale a se stesso e laripetitività, come nei serials televisivi, è la caratteristica e l’arma del successo. Sono anni i nostri in cui si va verso le masse (grazie anche ai media elettronici) a spese dell’immaginazione  e a danno della qualità artistica. L’aveva del resto splendidamente intuito Adorno il cui ammonimento ci appare oggi estremamente profetico: “la rivoluzione si fa nella letteratura, con la politica  è un’illusione”, e poi “ l’arte è una non funzione, la negazione del meccanismo,  il rifiuto aperto di integrarsi in quegli ingranaggi”.
Potremmo concludere che l’avvenire  della cultura è nella qualità. “Arte&Carte” intende essere uno strumento di riflessione e raziocinio all’insegna proprio della qualità; un terreno di confronto e riferimento che esige interlocutori adeguati,  tutto il resto è…..televisione. Anche per questo abbiamo voluto creare sin dall’inizio un gruppo dinamico, che intendiamo come un gruppo di lavoro:  gente disposta ad un confrontoaperto, mai preconcetto su  temi di grande valenza come  quelli di cui la rivista  intende di volta in volta occuparsi. Un gruppo inteso come una fucina di idee, stimoli, sollecitazioni. La nostra  politica culturale sarà improntata a questo spirito: ai settaria o cortigiana,  ma desiderosa di contributi e sempre  disposta a misurarsi con gli altri. Anche se in termini polemici o provocatori, ma sempre civili. Non pretendiamo ovviamente di cambiare il mondo, sarebbe un’illusione troppo grande, ma vogliamo capirlo sempre meglio perché riteniamo che così facendo alimentiamo il nostro sforzo di ragionare su  come potrebbe (dovrebbe) anche essere.  Per fare tanto ci siamo scelti il registro culturale  che come abbiamo ricordato  risulta poi essere  il metro d’indagine più efficace.  Attraverso, l’arte, la poesia, la musica, la comunicazione telematica,  ovvero attraverso quelli che  come si legge nella sottotestata sonoi percorsi e le immagini  della grande avventura dello spirito, vorremmo vedere fino a che punto una grande utopia di civiltà è oggi  (ancora o finalmente)  proponibile e/o realizzabile.
Antonio Filippetti






2016-05-31


   
 



 
01-10-2017 - La cultura del peperoncino
01-09-2017 - La letteratura del Sud e i programmi scolastici
01-08-2017 - La promozione della lettura
01-07-2017 - La RAI salvata da Fazio
01-06-2017 - Il libro dei sogni
01-05-2017 - Totò per sempre
01-04-2017 - Memoria e cultura: celebrazioni a confronto
01-03-2017 - Finzione e realtà: un paese che ha bisogno di un commissario
01-02-2017 - Il ritorno degli intellettuali
01-01-2017 - La letteratura del Sud e i programmi scolastici
01-12-2016 - Bestiario italiano: tra coccodrilli e gattopardi
01-11-2016 - Ok. J’m neapolitan
01-10-2016 - Italianisti a congresso a difesa della lingua
01-09-2016 - A margine del sisma/Informazione & Informazione
01-08-2016 - Eventi senza cultura