BARBARA KRUGER
PREMIATA alla BIENNALE
 







di Arianna Di Genova




Barbara Kruger

Accade in Laguna Il Leone alla carriera va all'artista americana, classe 1945, amazzone delle intereferenze pubblicitarie, che dagli anni 70 sfrutta il linguaggio dei mass media per raccontare una realtà parallela e per criticare le derive della globalizzazione
Il leone alla carriera della 51/ma edizione della Biennale di Venezia arti visive (12 giugno-6 novembre) è stato assegnato alla esecutrice di un «tatuaggio murale»: l'americana Barbara Kruger, amazzone delle interferenze pubblicitarie, che da anni contamina il mondo patinato e glamour con i suoi slogan spiazzanti, come «il tuo corpo è un campo di battaglia» o «compro, dunque sono». Nata a Newark (New Jersey, Usa) nel 1945, Kruger cavalca da decenni un'operazione di disturbo da attuarsi attraverso l'uso di scritte e fotomontaggi, con una tecnica da graphic designer (ha cominciato così la sua attivitàcreativa, lavorando come art director e responsabile del corredo di immagini di svariate riviste) che invade gli spazi della comunicazione e se ne appropria con messaggi «devianti». L'artista, invitata in Laguna da una delle due direttrici, Maria de Corral, presenterà una grande installazione Untitled (Façade, 2005) che avvolgerà la facciata del padiglione Italia. La scelta è caduta su di lei per «il suo lavoro intorno alle rappresentazioni culturali del potere, dell'identità e della sessualità - ha spiegato de Corral - sfidando stereotipi e clichés. Attraverso le icone visuali create fin dagli anni 70, interroga lo spettatore su temi quali il femminismo, il classicismo, il consumismo, l'autonomia individuale e il desiderio». A rafforzare la motivazione del premio (la cerimonia ufficiale della consegna è prevista per venerdì 10 giugno, presso il teatro alle Tese dell'Arsenale) è intervenuta anche l'altra direttrice spagnola della Biennale, Rosa Martinez: «Barbara Kruger gioca con lestrategie dei mass media - ha affermato - per realizzare messaggi chiari e efficaci che raggiungono e colpiscono la coscienza del pubblico. L'artista crea collages radicali con i quali analizza la vita contemporanea nella società occidentale. La sua opera rinnova la ricca tradizione critica che concepisce l'arte come strumento politico per trasformare la consapevolezza personale e sociale, in relazione al mondo in cui viviamo».
Il fatto che sia stata premiata proprio Kruger è già una dichiarazione di intenti delle due timoniere della mega-kermesse veneziana: la promessa è quella di imbastire un percorso estetico con l'aiuto di un'arte non pacificata, che possa essere una rete di connessione dinamica con la contemporaneità metropolitana, con la realtà politica e con gli ambiti della protesta anti-globalizzazione.da Il Manifesto
  







2005-05-30


   
 

 

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