Naturalia
Berruti, Busci, Fioroni, Frangi, Pugliese, Caminito, Carotti
 






Al Blu di Prussia,via Gaetano Filangieri,42-Napoli
dal 19-2 al 27-6-2020




Nelle Sale della Galleria “Al Blu  di Prussia” è in mostra una Collettiva, “ Naturalia”, di artisti speciali quasi tutti  già visti in passato:
Valerio Berruti che avevamo visto nel  novembre 2017,  quando espose occupando l’intera Galleria  con gran parte delle sue opere che provenivano dalla Chiesa sconsacrata di Alba dove l’artista  lavora per gran parte del suo tempo accompagnato sempre dalla musica, amico di famosi musicisti orgogliosi di accompagnarlo. I soggetti delle sue opere sono commoventi: bambini teneri che certamente sono ispirati alla sua infanzia, in cui si rispecchiano stati d’animo che egli aveva intensamente provato  desideroso di esprimersi nel disegno. Berruti ha nel 2009 vinto il concorso “Luci d’artista” ed ha esposto nello stesso anno alla Biennale di Venezia nella Collettiva Collaudi, nel Padiglione Italia. Oggi ha espresso ancora lanatura dell’infanzia in  una sola grande immagine trasparente di una bambina pensosa, sconfortata, “Not in my name,” realizzata in olio e affresco su yuta nel 2013.
Alessandro Busci nel 2012 ci aveva già mostrato in Galleria “Milano-Napoli” con smalto su acciaio corten. Nel 2014 ci mostrò  “Fuoco su Napoli” confermando l’uso del corten e del rame come basi delle sue pitture, dimostrando con colori caldi rugginosi, predominando il rosso, la maggior conoscenza dei luoghi di Napoli. Nel 2018 con “Iron&Ivori” vedemmo alcune opere su carta ma anche più di trenta opere elaborate su acciaio corten introducendo un nuovo colore, il bianco,  rappresentando soprattutto boschi di betulle e il “Castel dell’Ovo” con colori rugginosi lasciando molto spazio ai bianchi e agli azzurri, insieme a una tufacea “Napoli rosea” e  a una “Napoli arancio” molto interessanti. Oggi  Alessandro Busci ha portato in Galleria opere dipinte consmalto su acciaio corten: la preziosa natura nordica delle betulle  da lui composte in colori accesi in cui si inserisce il bianco a definire i tronchi e le cortecce preziose.   E ancora un ”Vesuvio” eruttante in cui prevale il rosso e più di una “Marina” in cui prevalgono l’azzurro e l‘oro.
Ambra Caminito è una giovane artista figlia della nota fotografa Patrizia Mannajuolo che varia la sua ricerca artistica introducendo nei suoi dipinti immagini chiare di animali esplorando la natura delle scimmie che realizzate con olio su tela, in una tecnica interessante, come “Primo pensiero”, sembrano manifestare, in vari atteggiamenti, il loro  paragonarsi all’uomo.
Cristiano Carotti in in mostra con le straordinarie sculture,  maioliche a lustro in vernice oro su blu di Sevrès e  in vernice oro e rubino su blu di Sevrès: musi di animali inferociti in una rivelazione  dellanatura tra il reale e l’immaginario cui si richiamano anche le pitture a olio e gli smalti su tela raffiguranti feroci animali straordinariamente disegnati.
 Giosetta Fioroni che abbiamo vista a Napoli in questa Galleria nel 2009 e nel 2014 con “Memory Lane” e poi al Museo Madre con piccole sculture, teatrini, case, formelle. Recentemente l’abbiamo vista nella sede napoletana “Contemporary Art” di Andrea Ingenito con opere in tecnica mista e collage su carta, ricordi  di Goffredo Parisi, il suo “professore di desiderio”. L’artista aveva cominciato a operare a Roma partecipando alla Scuola di Piazza del Popolo quando vi operavano anche Angeli, Festa e Schifano che esponevano nella famosa “Galleria La Tartaruga”. Ella dedicava le sue ricerche artistiche  alla pittura, alla ceramica, alla fotografia, esponendo anche a Napoli nella Galleria di Lucio Amelio.  Importante è ricordare la sua partecipazione nel 1993 allaBiennale di Venezia. Oggi ha inviato “Al Blu di Prussia“ alcuni dei suoi animali in cammino, sculture in ceramica  dai colori vivi, maggiormente vogliosi di prevalere nello spessore e nei colori.
 Giovanni Frangi torna con le sue opere in Galleria dopo il marzo 2018 quando ci fece ammirare i suoi percorsi nella natura nel prevalere delle sfumature del verde. Oggi  rivediamo il suo stile arricchito da sfumature di più colori. Il pittore che ammiriamo studiò all’Accademia di Brera ed esordì a Milano nel 1983 alla Rotonda della Besana. Diversi anni dopo fu a Torino  alla Galleria La Bussola mentre nel 1996 vinse la Quadriennale di Roma con i suoi oli su tela. A Napoli lo avevamo visto nel 2014 al Museo Nazionale nella Sala della Meridiana con “Lotteria Farnese”, una mostra in cui aveva esposto ben venti teléri di stoffa, appesi a strutture in ferro, a ricordare gli arazzi preziosi esposti anticamente in quelle Sale. Le suemostre furono sempre più ricche si soggetti e di sfumature per lo più monocrome, sia nella rappresentazione della natura, dei boschi, come “Porto Ercole” del 2019 oggi in mostra, sia nella scelta accurata del colore quasi sempre unico, stemperato, prevalente sulla linea. La sua tecnica  ha presentato diverse sperimentazioni: non solo oli su tela ma anche opere su carta, su tela emulsionata dipinta con resine, pigmenti e pastelli.
Matteo Pugliese mostra in Galleria per la prima volta i suoi “Scarabei”, sculture esaltanti la fisicità di animali piccoli ma preziosi nelle sue composizioni come per il  ”lucanus ruber maculatus” in bronzo o altri in ceramica, resina e altri materiali. Gli insetti riportati, certamente trasformati dalla fantasia dell’artista tendono ad esaltare la natura animale realizzando esemplari con materiali elaborati, lucenti e preziosi.
Maria Carla Tartarone






2020-03-11


   
 

 

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