La Fotografia a Villa Pignatelli
World Press Photo
 











Forse è utile per valutare più appropriatamente il success della nostra Casa della Fotografia, Villa Pignatelli, riandare indietro nel tempo e ripercorrere, pur se sommariamente, la storia della fotografia insieme ai percorsi della pittura in Europa.
Partendo dal sedicesimo secolo, desidero ricordare che nel 1558 Giovan Battista della Porta lanciò da Napoli la camera oscura e Daniele Barbaro nel 1568 la raccomandò da Venezia, subito utilizzata dai pittori di paesaggio: Vermeer, Crespi, Guardi, Vernet, Ruskin. Ma vi furono anche personaggi che polemizzarono su questo utilizzo, come Hogarth, Reynolds e Gravesande che metteva in guardia gli artisti dalla possibile prevalenza delle ombre sull’immagine.
Molto più tardi, nel 1822-23, Daguerre presentò un diorama, che stupì per la tecnica illusionistica, successivamente con nuovi tentativi, giunse al dagherrotipo. Sostenne tale progresso Niepce che partito dalla litografia giunse allaeliografia. I due ricercatori si associarono nel 1828. Ma altri aggiunsero progressi: Talbot che scoperse la camera lucida (il calotipo) e Bayard che nel 1839 realizzò immagini su carta chiamate “dessin photogène”. Il progresso che ne scaturì arriverà poi alla cinematografia. Naturalmente la fotografia fu utilizzata a Napoli anche per rilevare gli scorci più suggestivi della città. Famose sono le immagini di Sommer che nel 1876 aveva numerosi studi in città (cfr Picone.Petrusa-Del Pesco “Immagine e città Napoli nelle collezioni Alinari e nei fotografi napoletani fra ottocento e novecento”, Macchiaroli editore, prefazione di Galasso, Napoli 1981). Abbiamo visto nella mostra a Palazzo Zevellos, “Da De Nittis a Gemito” quanto furono rilevanti i rapporti tra la fotografia e la pittura impressionista e come Napoli, nei suoi rapporti con Parigi seppe essere protagonista.
Ritornando al successo della fotografia a Napoli ricordo la partecipazione dei fotografi napoletani alla EsposizioneGenerale di Torino nel 1884.commentata da Roberto Moschitti che citava i ben noti Michele Bova, Bonaventura Lauro, Eduardo Fratacci ed Achille Mauri. Diverse erano le riviste che diffondevano i progressi della fotografia: a Napoli nel 1881 era nata la “Rivista Fotografica Universale“ ed i fotografi napoletani. La Barbera e Perret parteciparono poi, nel 1909, con immagini drammatiche ricordando il terremoto d Messina del 1908 alla rivista mensile, edita a Torino “La fotografia Artistica”. Già a Villa Pignatelli nel 2015 vi fu una considerevole mostra, “blow up fotografia a Napoli 1980 1990” che espose un gran numero di artisti, molti napoletani, come leggiamo nel Catalogo edito da arte’m, prismi, a cura di Denise Maria Pagano e Giuliano Sergio.
Questi insieme alle numerose mostre personali sono ricordi, anche se molto importanti; ma giungiamo ad oggi:
Cos’è stato World Press Photo per Villa Pignatelli? E’ stato appunto il coronamento della attività dell’ arte della Fotografiacondotta a Napoli dal 1840 ad oggi.
La W.P.Photo è una organizzazione fondata nel 1955 ad Amsterdam che ha promosso nel 2017 la sua sessantaduesima mostra, scegliendo non a caso Napoli e Villa Pignatelli, dal 6 dicembre al 7 gennaio, includendovi le immagini del concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo che ogni anno vede la partecipazione di circa seimila fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Paris. Ogni anno una giuria internazionale seleziona tra 100.000 scatti, i 150 migliori che vanno a comporre la celebre mostra apprezzata da milioni di visitatori in tutto il mondo.
World Press Photo rappresenta l’eccellenza della fotografia d’attualità con la foto vincitrice dell’anno “World Press Photo of the Year” nelle diverse categorie: Contemporary Issues, Daily Life, General News, Contemporary Issues, Daily Life, General News, Long-Term Project, Nature, People, Sports e Spot News.
A Napoli è stataesposta la foto vincitrice nel 2017, eletta ad Amsterdam dalla giuria (che cambia ogni anno) segretamente riunita. Gli scatti inviati per partecipare al concorso sono stati più di ottantamila.
La foto vincitrice è stata “An Assassination in Turkey-Meviut Mert Altintas” del fotografo turco cinquantanovenne Burhan Ozbilici, che fa parte di Associated Press dal 1989, seguendo tutte le storie che riguardano la Turchia, compreso il tentato colpo di stato dell’estate 2016.
Gli italiani in mostra sono stati Antonio Gibotta, secondo premio con lo scatto “Infarinati”; Francesco Comello con “L’isola della salvezza”, Alessio Romenzi terzo premio con “Non prendiamo prigionieri” e Giovanni Capriotti con “Storie”. Nel periodo della mostra ci sono stati nella Villa interventi musicali che hanno allietato numerose serate. Il Catalogo riporta in copertina (e nelle pagine 50-60) un’immagine del primo vincitore Burrhan Ozbilici (della categoria Spot News). Più avanti, sfogliando le pagine,possiamo guardare gli scatti degli altri vincitori delle altre categorie.
Il contenuto del memorabile Catalogo spiega e illustra le foto del 2017, vincitrici di tutte le categorie, mettendone in risalto le splendide immagini.
Oggi una nuova mostra, nella casa della Fotografia, approvata e sostenuta dal Museo Madre e dal Polo museale della Campania, inaugurata il 20 gennaio 2018, illustra lo straordinario fotografo Darren Almond che già ha esposto a Napoli dal 2004 molte volte, trasmettendoci le immagini dei luoghi più belli e più drammatici del mondo.
Maria Carla Tartarone
 






2018-02-28


   
 

 

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