Riccardo Dalisi
al Museo Pompidou di Parigi
 











Riccardo Dalisi, di origini lucane, ma a Napoli da tempo lontano,sì da considerarlo napoletano, raccoglie un importante riconoscimento oltre il confine:alcune sue opere sono state accolte al Museo Pompidou di Parigi in esposizione permanente. Ne siamo entusiasti perché l’ artista italiano,pittore, scultore ed architetto di prestigio,è sempre stato una persona in perenne attività, proteso verso i bambini e i deboli. A tal proposito ricordol’esposizione del 2014 nella Ludoteca dell’Ospedale Annunziatacon il Progetto Rotolartetuttora attivo. Dalisi aveva appena ricevuto il secondo “Compasso d’oro”per il suo impegno nel sociale. Il primo lo aveva ricevuto nel 1981 per la ricerca sulla Caffettiera napoletana.
Nei suoi interessi avevano prevalseroil design e l’architettura, nei primi anni settanta fu infatti tra i fondatori del movimento Global Tools in cui ArchitetturaeDesign Radicale diventarono alternativi al razionalismo e allamonumentalità del Novecento.Non era il solo, altri come Rossi, Sottsass, Mendini,Branzi,Rogers riuniti attorno alle riviste “Casabella” e “Spazio e società” difendevano questi concetti che Dalisi profondeva agli studenti, i suoi Architetti Volanticui,sui tetti della Facoltà di via Mezzocannone, non cessava di dedicarsi: insegnava loro a rispettare e conoscere in profondità la natura nei suoi elementi, come leggiamo nel suo libro “Acqua dueO” del 2012, dove riprende gli insegnamenti di Leonardo.
Ma non ultima è stata la dedizione al suo studio dove si accumulano anche molte delle  sue trasparenti sculture, un fervore di immagini di latta,rame, bronzo, oggetti “garbati, gioiosi, ironici, e anche umani, fantastici, persino grotteschi”, come suggeriva Gillo Dorflesnel 2008 (cfr. S. de Stefano sul Corriere del Mezzogiorno) contro il cielo del panorama napoletano, come ci hanno mostrato nell’ultima mostra al PAN,”Calatasanfrancesco 59”,del 2015, i fotografi Alessandro Catocci e SoniaRitondale. Nello stesso anno, il 15 dicembre, venne inaugurata, dopo il restauro operato dal Comune, La Sala della Colonne della Real Casa dell’Annunziata presente il sindaco De Magistris; Dalisi fu chiamato ad esporvi numerose statue in bronzo. Egli aveva dal 2013 un rapporto di laboratorio con quella istituzione e con la straordinaria associazione nata per dare serenità agli ammalati, in particolare ai bambini,”Remi dilaboratorio”.Nel 2015 ne vedemmo una fantastica espressione artistica nella “Ludoteca dell’Ospedale Annunziata”: il ProgettoRotolarte si espresse in numerose opere d’arte create non solo dai bambini ma realizzate in collaborazione con infermieri, medici e volontari operatori.
La sua attività protesa verso il prossimo la si è notata anche quando si è occupato di recuperare strade e stradine, non solo nel centro storico, ma anche con eleganti lumi la via Santa Caterinadove all’entrata secondaria della Facoltà di Suor Orsola, una scultura invita allo studio e dove,lungo la via in salita ela  ripida scalinata ha sistemato negli ultimi mesi panchine e opportuni corrimani.
Troviamo le sue impronteanche nel Museo della Floridiana dove,dopo il recupero delMonumento nel 2016,è stato chiamato a partecipare alla splendida mostra di maioliche lasciandovitracce di sue mattonellenella grande scalinata interna. Nello stesso 2016 fu chiamato a Parigi, al Centro Pompidou, perpartecipare ad una mostra collettiva “Un art pauvre”dove allestì opere che sono state richieste nuovamente quest’anno quando il Museo Pompidou ha stabilito di approntare in forma permanente una mostra di arte contemporanea,dedicando il quarto e il quinto piano all’Arte povera “Nouveauxpercoursau Musée e nouvelle présentationdescollectionscontemporaines”ed in particolare ha inteso dedicare la Sala 12 alle opere di Riccardo Dalisi, acquistando, dopo una nuova visita allo studio napoletano dell’artista, alcune opere particolarmente significative create nel periodo degli anniSettanta,anni in cui l’artista si occupava anche dei bambini del Rione Traiano e operava ricerche scultoree con i lattonieri di Rua Catalana, mentre cercava sistemazioni idonee lavorando per il Rione Sanità di Napoli.
Nel suo studio, da quegli anni,dopo loschizzismo, attratto da costruzioni minimaliste,prese a realizzaresculture con materiali ultrapoverissimi: carte di caramelle, piccoli rametti, scatole di cerini, pezzetti di giornali, batuffoli di stoffa, ovatta…. Alcune sculture ivi conservate si ritrovano nel catalogo “Dalisi Tarantelladal Profondo” commentato da Corgnati, Gravagnuolo e Masini.
Ed anche le famose Caffettiere in collaborazione con la ditta Alessi (1979 1987). Ricordo il Catalogo “La Caffettiera e Pulcinella”e ricordo di averne visto alcuni esemplari al MOMA di New York nel 2005.
Il celebre Museo MADRE di Napoli, d’arte contemporanea, conserva in mostra permanente due Strutture dell’artista costruite negli anni Settanta, in materiali poveri.
Importantesarebbe anche poter ricordare le numerose mostre nei paesi campani: a Caserta, nelle Sale delle Reali Cavallerizze della Reggiadove espose”Cavalieri e oltre” nel 2012, al MAC di Capua nel 2013, a Ravello,a Pomigliano d’Arco con la posa di”La Primavera” in una piazza della cittadina.E molto altro si potrebbe citare, e molto avrò dimenticato.
Questo riconoscimento nello Spazio Pompidou, per un artista che conosciamo profondamente ci ha particolarmente entusiasmati perché ha un significato culturale particolare, anche se conosciamoaltri numerosesoddisfazioni che il nostro artista ha raccolto lungo la sua carriera, sia in America che in Italiae in altri luoghi del Mondo.Ricordiamo infatti le esposizioni alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano, al MOMA di New York, alla Biennale di Chicago, al Museo di Copenaghen, al Museo di Arte Contemporanea di Salonicco, alla Fondazione Cartier di Parigi, a Frac Centre di Orléans, alla PasingerFabrik di Monaco, al Tabakmuseum di Vienna,alla ZitadelleSpandau di Berlino, al Palazzo Pitti di Firenze, al Palazzo Reale di Napoli, al MADRE, al Castel dell’Ovo di Napoli, alla Reggia di Caserta. Noi lo aspettiamo presto ancora a Napoli nel sito dell’Annunziata per il proseguimento del ProgettoRotolarte.
Maria Carla Tartarone






2017-11-04


   
 

 

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