Il Fumetto , arte in divenire
 







Maria Carla Tartarone




Al Museo di Arte Contemporanea PAN  di Napoli è in corso la mostra“Character Pop” di EstebanVillalta Marzi. A Capri questa estate nella “Galleria Contemporary Art” di Andrea Ingenito abbiamo potuto osservare le nuove opere di TakashiMurakami in “Jap Pop in Capri” espresse in un’onda continua di colori brillanti, in immagini da cartoni animati che posti in mostra sconcertano coloro che appartengono alle tradizionali visioni dell’Arte. E infine “La Lettura”del Corriere della Sera,il 3 settembre, ci ha presentatoMilo Manara, in mostra a Bologna con “Nel Segno di Manara. Antologia di Mino Manara”, una retrospettiva a cura di Claudio Curcio, promossa dal Gruppo Pallavicini.Tutti e tre gli artisti ci mostrano straordinari fumetti.
Questi fumetti sono vere e proprieopere d’artecontemporaneacreate sul fondamentale manga-immagine capricciosa comefu appellato in Oriente il cartone animato giunto dall’Occidente quando, dopo un lungoisolamento, nel 1854 le navi da guerra che giunsero in Giappone, vi portarono anche i nostri primi fumetti,mescolando questi due mondi anche in un contatto finalmente ameno.
Come pure a quel tempo in oriente cominciarono anche a uscire i giornali, a imitazione dell’occidente: il Tokyo Punch, uscì ad imitazione del famoso settimanale inglese Punch e, come il suo modello, pubblicava vignette satiriche battezzate manga, come i disegni del noto artista Hokusai.Tra i fumettisti del Sol Levante,che si ispirarono ai fumetti occidentali,vi furono altri fumettisti famosi:Kitazawa,Rakuten e TakemotoIppei.
Tra l’inizio del Novecento e il 1941, anno in cui il Giappone entrò nella seconda guerra mondiale,. gli Americani portarono in Oriente i fumetti e i film animati di Topolino e altri cartoni animati della Walt Disney e di altri cartonisti sicché quei linguaggi si mescolarono ancora, le ispirazioni divennero reciproche e lo sono ancor oggi se vediamo nelle opere di Murakami personaggi dagliocchi immensi come quelli dei personaggi occidentali. Uscirono centinaia di serie di fumetti anche per opera dell’ottimoOsamuTezuca che dal 1963 produsseanche molti disegni animati (gli eiga manga).Si ritrovano oggi fumetti di tutti i generi: fumetti sportivi, i manga di fantascienza, i manga polizieschi e gli artisti giapponesi con i loro fumetti sono famosi in tutto il mondo.
In occidente sempre più famoso è divenuto nel tempo Milo Manara che abbiamo visto al Museo Pan nel 2015 in “Stanze del Desiderio”. Ora l’Artistaè in mostra a Bologna con i suoi fumettipieni di provocanti donnine.Vincenzo Trione ne ha parlato su “La Lettura” del Corriere della Sera del 3 settembre. Trione,illustrando le opere di Manara, scrive: “ La pittura ha perso il ruolo sociale che aveva avuto nei secoli precedenti, quando era ritrattistica,reportage, testimonianza religiosa. Quella nobile tradizione è stata recuperata dal fumetto, tra i pochi spazi nei quali qualcuno continua a muovere le mani su unasuperficie come facevano i maestri del passato. La maggior parte degli artisti di oggi appare isolata, chiusa in un’enclave, con opere spesso incomprensibili”. E’ quindi il fumetto che primeggia come Arte.
Ultima, inaugurata il 7 settembre è l’ampia mostra “Character Pop” di EstebanVillalta Marziche occupa con i suoi ampi quadri tutte le Sale del secondo piano al Pan. Sono opere,spiega nell’esaustivo Catalogo il curatoreGianluca Marziani, in italiano e in spagnolo, create fin dagli anni Ottanta, quando l’artista espose anche a Napoli nello Studio Trisorio(1983) e nell’1986 nello Studio di Lino Fiorito, esprimendo la movida esistente tra Roma, Palma di Maiorca eParigi,esercizi che gli servirono“per affinare i pennelli e per immagazzinare una notevole collezione di immagini:graffiti, espressionismo feroce, bloodrunner, supereroi, iceguis, boys and girls…”. In Catalogo Lorenzo Mango ricorda che nel 1986 Esteban Villalta Marzi volle distaccarsi dalla pittura per volgersi a formedinamiche per la produzione di immagini: il “Comic” divenne per lui una formula compositiva in cui si raggruppavano supereroi e personaggi fantastici in continuo movimento: “son uomini lupo, tori antropomorfi e altri mostri onirici”, intercalati da suoni onomatopeici. Le sue tele di grandi dimensioni, apparivano come schermicinematografici in cui prevalevano fondali barocchi. Nel tempo questi disegni barocchi si sono ammodernati includendo nelle volute fumetti infantili, tori e fiori che fanno da sfondo a immagini di toreri ed a personaggi femminilidi una sessualità esplodente (cfr“Amor Brujo” del 1999, cm200x200, in Catalogo). Torna tuttavia talvolta il fondale barocco come nell’ultimo “Phantom nel Regno del Barocco” 100x150, del 2017, pag. 97.
Gianluca Marziani scrivevanel 2005 di un progetto riguardante nuovi personaggi, “Iceguys” (Catalogo, pag 111) che si confrontava con la cultura giapponese dei manga; l’Artista si manteneva tra fantasia e riferimenti reali:i personaggi eranoscelti tra la cultura del fumetto e la realtà. Lo stile era coerente ad una ricerca ultraventennale:stesure morbide ma decise, colori esplodenti,come sempre, le tinte erano acide definite dai neri dei contorni. In questi lavori spiccava il tatuaggio. I fondali erano monocromi, dai colori forti, i volti dei personaggi apparivano realistici e le figure femminili avevano sguardi provocanti e allusivi: ballerine di flamenco si alternavano a toreri.
Nel 2013, scriveva ancora Marziani, ritornava il barocco italiano nei fondali ed un espressionismo volutamente eccessivo “così da mescolare la carnalità drammaturgica del mondo spagnolo ed il teatralismo narrativo dell’universo italiano” per collocare le Super Girls degli ultimi anni.
Marzi nasce a Roma il 28 novembre del 56; si diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma; vive e lavora tra Roma, Madrid e Palma di Majorca. Comincia ad esporre dal 1978. Oggi certamente l’Artista prepara altre audaci mostre ed i suoi personaggi, in pienomovimento, ci mostreranno ancora disegni audaci e dinamici, accesi negli straordinari colori aggressivi.
Maria Carla Tartarone






2017-10-01


   
 

 

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