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San Gennaro non sa dire di no |
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Una volta avremmo forse preso a prestito un titolo di Giosuè Carducci per dire che viviamo tempi da “odi barbare”. L’attualità non solo sembra sconfessare anche culturalmente qualsiasi riferimento poetico ma supera di gran lunga l’immaginazione o, meglio, va bel al di là di quello che avremmo potuto cercare d’inventare. Intendiamoci bene: di sorprese, scandali (veri o posticci), meraviglie varie è piena l’agenda del comunicatore odierno e nulla ormai fa più davvero sensazione. Tuttavia un residuo di deformazione professionale ci spinge ancora a valutare e segnalare impegnandoci forse anche a riflettere sullo “stato dell’arte”. Ebbene una chicca in questo senso è sicuramente rappresentata dalla notizia che il 25 settembre scorso è stato assegnato a Belen Rodriguez un premio intitolato a San Gennaro. Ovviamente, con i tempi che corrono, come si sa, un premio non si nega a nessuno, figurarsi poi a una protagonistadello “star system”. Ma vorremmo per una volta metterci nei panni (simbolici s’intende) del santo patrono per verificare o almeno cercare di capire qualche dato in più. San Gennaro col suo “miracolo” (sia pure a comando, ma forse proprio per questo) assicura benessere e pace alla cittadinanza, San Gennaro col suo carisma è capace di fermare anche la lava del Vesuvio, San Gennaro dispensa anche i numeri vincenti del lotto ecc.ecc. Verrebbe da pensare che anche chi s’ispira a lui e ne segue le orme possa fare qualcosa. E allora Belen? Ecco il punto: probabilmente la diva della farfallina potrà essere utile alla città, essere per così dire la nuova Partenope, quella del terzo millennio destinata a gloria imperitura. Tanto più che proprio in questi giorni è stata protagonista di un nuovo set pubblicitario girato a Napoli che ha destato “vasti interessi”, soprattutto per le pose e gli atteggiamenti non proprio da verginella rubati (di proposito?) in un back stage e prontamentediffusi in rete. C’è poi da sottolineare un’altra coincidenza, nata forse per la recondita volontà di crearsi un alibi di fronte alle quotidiane “malefatte” o più semplicemente per inverare una specie di dantesco contrappasso a fronte dei peccati commessi. Ecco allora che nella stessa circostanza, un riconoscimento viene anche attribuito a Gerardo Marotta, vale a dire al personaggio che più e meglio di tutti ha rappresentato in questi quarant’anni la cultura vera, ai di fuori di mode e passatempi, nel solco della grande tradizione umanistica napoletana ed europea. Che penserà di tutto questo San Gennaro? Probabilmente si richiamerà anche lui alle osservazioni di uno studioso come Neil Postam secondo cui nell’era contemporanea la comunicazione non è più basata su dati sostanziali (quelli che fanno riflettere) ma si fonda unicamente sulla circolazione di eventi effimeri (validi solo come sensazione del momento). E alla fine non sistupirà se davvero è un miracolo (evento notoriamente non spiegabile in termini razionali) che il premio sia toccato proprio a Belen. Antonio Filippetti |
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2015-10-01
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