PROTOSTORIA E CULTURA DEI POPOLI ILLIRICI DELLE PUGLIE PREROMANE
POPOLI DELL’ILLIRIA PREROMANA E "JAPODES" NELLE PUGLIE.
 







Emilio BENVENUTO




I Romani chiamarono I I I y r i i gli abitanti della costa orientale dell’Adriatico, dall’Epiro a Venezia, e quindi I I ly r i a e/o lllyricum il territorio da essi abitato. Col sec. IV a.C. si distingueva però:
•l’Illiria del nord, che comprendeva il territorio dall’attuale Montenegro all’Istria, occupata, al sec. Ili a.C, dai Celti;
•l’Illiria greca, a sud della foce del Drilon (Drin), corrispondente all’odierna Albania, conquistata da Filippo II di Macedonia (383-336) e nel 146 a.C. provincia romana.
Le tre parti in cui si divideva l’Illiria del nord divennero romane:
•L’H istria nel 177 a.C;
•la L i b u r n i a nel 120 a.C;
•la D a I m a t i a dal 34 a.C. al 9 d.C
La tavola topografica delle principali tribù, generalmente considerate illiriche, disegnata da Aleksandar Stipcevic’ [Gli llliri, Milano, Il Saggiatore, 1966, pp. 30-34], ci indica la seguente loro ubicazione.
Procedendo dal meridione dobbiamo menzionare per prime le tribù abitanti in Epiro, Thesproti e Molossi, Chaones e Atintani, di origine illirica, ma in tempi storici ormai grecizzate.
Seguono le tribù prettamente illiriche, abitanti nell’odierna Albania, e tra queste le più importanti sono quelle degli Encheleae e dei Taulantii. I secondi avevano le loro sedi originarie nel tratto della costa adriatica compreso tra il Drin (l’antico Drilon) e la Narenta (l’antico Naro), ma in seguito si trasferirono verso il sud e nei tempi storici occupavano il retroterra delle colonie greche di Apollonia ed Epidamnos, nell’odierna Albania. Facevano parte di questa tribù: i Dassaretae, che abitavano la regione tra lo Shkumbi e il Mati; i Chelidonia stanziatisi lungo il corso superiore del Mati; gli Abri, intorno alla foce superiore del Drin; i Parthini, a nord di Epidamnos. Tra i Taulantii nel nord e i Chaones nel sud, secondo alcune fonti, fissarono le loro sedi gli Encheleae. Secondo altre, però, la loro patria si sarebbe trovata più a nord, da Eoidamnos alle Boka Kotorska.
Proseguendo verso nord, si incontravano i Pirustae, che abitavano la zona montagnosa dell’Albania settentrionale fino alle Bocche di Cattaro, quasi fino alla penisola di Peljesac, e confinavano, in senso orario,con i Labeates, i Dassaretae, i Penestae, i Taulantii, i Parthini e il Mare Adriaticum.
Gli Ardiei, che ebbero un ruolo importantissimo nella storia politica degli llliri, ebbero sede fino al sec. IV a.C. sulla sponda destra della Narenta; in quel periodo, poi, sotto la pressione dei Celti, passarono sulla sponda sinistra di quel fiume, spostandosi successivamente verso la sua foce e occupando tutto il tratto della costa adriatica fino alla penisola di Peljesac, installandosi nella regione occupata in tempi più antichi dai Mani e dai Nesti. Dopo aver sostenuto molte gloriose guerre contro i Greci e i Romani, furono da questi ultimi sopraffatti e spinti nell’interno dell’odierna Erzegovina, lontano dal mare, dove
a poco a poco, non avvezzi a una vita inattiva e sedentaria, decaddero al punto d’essere quasi scomparsi ai tempi di Plinio il Vecchio (sec. I d.C).
Vicino alla regione abitata dagli Ardiei nei tempi della loro potenza, avevano posto le loro sedi i Daorsei, che abitavano il territorio intorno alla Narenta; questa tribù confinava a nord con i famosi Dalmates, i quali diedero nome alla omonima provincia romana e alla Dalmazia odierna. Le sedi originarie di questa popolazione erano lontane dal mare, nell’Erzegovina, dove si trovava anche la loro città principale, Delminium. Nel sec. IlI a.C. scesero verso la costa adriatica, stabilendo le proprie sedi tra la Krka /(l’antico Titius) e la Cetina (Hippius).
La Krka li divideva dai Liburni, che originariamente abitavano la Dalmazia settentrionale, a settentrione della Krka. Questi però estesero i loro confini settentrionali fino all’Arsa, nell’Istria orientale, approfittando dell’invasione dei Celti, che nel sec. IV a.C. si abbatterono sui vicini Japodes, strappando così a questi ultimi tutto il tratto litoraneo sub-velebitico, come pure tutte le isole adiacenti, comprese quelle del Quarnaro.
Gli Japodes, considerati da alcuni storici come un popolo misto di llliri e Celti, abitavano la vasta regione compresa tra l’Una a est, la Zemanja (l’antico Tedanius) a sud, la costa adriatica (fino al sec. IV) a ovest. A nord confinavano con gli Histri, I Latobici e i Colapiani.
Ecateo di Mileto li collega con gli I a p y g i i delle Puglie; sono menzionati, infatti, anche nelle Tavole Igubine e ciò conferma la loro presenza nella nostra regione.
A settentrione della loro terra abitavano la penisola istriana gli Histri. Questi a occidente confinavano con i Veneti, pure ritenuti llliri, o almeno a essi affini.
Queste sono le principali popolazioni abitanti lungo la costa adriatica della penisola balcanica. Nell’interno le fonti storiche e i monumenti epigrafici ricordano molte altre genti, delle quali però non sempre si possono con precisione determinare le sedi.
Cominciando nuovamente dal meridione, si incontravano le tribù dei Dassaretae, le cui sedi si trovavano tra i laghi di Ohrid e di Prespa e si estendevano verso meridione dal fiume Devoli e verso settentrione lungo il Drin, fino alla terra dei Pirustae.
A oriente confinavano con i Macedones, la cui origine è stata molto discussa dalla scienza moderna. Gli stessi Greci nei ss. V-IV a.C. li consideravano "bàrbaroi", ma con l’andar del tempo, specialmente da Filippo II in poi essi furono fortemente influenzati dalla civiltà greca, tanto da essere ritenuti da Polibio nel sec. Il a.C. come un popolo greco.
A nord i Macedones confinavano con i Paeones, tribù di origine illirica, che tuttavia aveva subito una forte infiltrazione di elementi traci e che col tempo fu quasi completamente ellenizzata. Essi vivevano nella regione intorno al corso medio del Vardar (Axios) e dei suoi affluenti Bregalnica (Astinos) e Crna Reka (Erigon). A quanto
pare, questa popolazione, in tempi più antichi, dominava tutta la Macedonia fino al mare.
A settentrione della tribù dei Paeones svevano posto le loro sedi i Dardani. Questi occupavano nel sec. V a.C. una grandissima area, che sorpassava di gran lunga quella di tutte le altre tribù illiriche. Infatti la loro terra abbracciava quasi tutta l’odierna Serbia: più precisamente essi abitavano una regione comprendente l’attuale Macedonia settentrionale, la regione del Kosmet, gran parte della Serbia occidentale, dalla Morava a ovest, e parte di quella orientale, fino al corso superiore del Pek (l’antico Pingus), e arrivavano fino al Timok (Timachus).
A ovest dei Dardani si trovavano gli Autariates e i Desitiates. I primi avevano le loro sedi nel sec. IV a.C. sulla riva sinistra della Narenta, ma quando gli Ardiei, sotto la spinta dei Celti, passarono dalla riva destra di quel fiume nella loro terra, dovettero trasferirsi, dopo aver sostenuto, a loro volta, con scarsa fortuna, una guerra contro i Celti, nell’interno della Bosnia, nella regione montagnosa intorno ai fiumi Tara (cui diedero il nome) e Juzna Morava. A settentrione di questi si trovavano, nella Bosnia centrale,  i Desitiates.
Proseguendo verso il nord, si trovavano i Mezei (dalla Una fino al fiume Bosna), ma non è possibile fissare con precisione il territorio da loro occupato.
Venivano poi i Breuci nella zona settentrionale della Bosnia e nella Slavonia orientale e i Colapiani intorno alla Kupa (l’antico Colapis).
Tra la Sava e il Danubio, oltre i Breuci, vivevano gli Amantini e, dopo l’invasione celta, anche gli Scordisela che si estendevano nella regione a est della Morava.
Tra la Sava e la Drava, da Varazdin all’incirca fino a Daruvar, avevano sede gli Jasi e su entrambe le rive della Drava, vicino allo sbocco di questo fiume nel Danubio, gli Andizetes.
I Breuci, i Colapiani, gli Amantini, gli Jasi e gli Andizetes e un gran numero di altre genti abitanti tra la Sava e il Danubio (i Varciani, i Catari, gli Arviati) appartenevano alla stirpe dei Parinomi, popolo che da alcuni studiosi non viene riconosciuto di stirpe illirica. Generalmente, però, tanto dalle fonti antiche quanto dalla scienza moderna, i Pannonii sono considerati - e a ragione - di razza illirica. Lo dimostra, tra l’altro, la grande percentuale di nomi illirici presenti nelle iscrizioni d’epoca romana trovate in quelle regioni.
Nella pianura danubiana allo strato illirico si sovrappose quello celtico. Le fonti storiche fanno menzione della presenza dei Taurisci, dei Latobici e dei Belgiti, oltre agli Scordisci già ricordati.
I risultati degli studi linguistici, archeologici e storici hanno indotto gli studiosi a fissare la presenza degli llliri anche in altre regioni, oltre quelle comprese nell’area sopra descritta: in Asia Minore, in Grecia, in Italia.
Degli llliri abitanti in alcune regioni dell’Asia Minore, Omero fa menzione dei Dardani, alleati dei Troiani nella loro guerra contro i
Greci, e in questi Dardani non è difficile riconoscere i connazionali dei Dardani illirici abitanti lungo la Morava.
Di origine illlirica sono considerati dalla scienza moderna anche i Phryges stanziatisi nell’Asia Minore, il cui nome viene messo in rapporto con quello della tribù illirica dei Bryges.
Significativo è poi il fatto che gli archeologi abbiano scoperto a Troia elementi culturali che attestano la presenza illirica in quella città all’epoca della guerra celebrata dall’epos omerico-virgiliano [v. A. Stipcevic’, o.c, pp. 23 s.].
Vediamo dunque che le fonti storiche antiche, unite ai risultati della scienza moderna, rendono possibile individuare gli llliri, oppure genti di origine il lirica, anche al di fuori dell’area considerata come loro sede naturale nell’antichità. Le indagini degli studiosi moderni, però, specialmente degli archeologi e dei linguisti, hanno conferito al problema dell’espansione geografica degli llliri una impostazione del tutto nuova, che non di rado differisce totalmente dalle nozioni degli scrittori antichi, assegnando in certi casi agli llliri regioni molto più vaste di quelle comunemente loro attribuite [v. I. I. Russu, Etnogeneza Romanilor. Fondul autohton traco-dacic si componenta latino-romanica, Bucuresti, Editura Stiintifica si Enciclopedica, 1981, pp. 38, 43, 48 s., 71-96 & passim].
Oltre all’espansione ora esposta degli llliri in Asia Minore, esistono prove di un’altra infiltrazione, riscontrabile in alcune regioni della Grecia: nell’Acamania, nell’Argolide, nella Beozia e specialmente nell’Epiro si trovano moltissime tracce onomastiche e toponomastiche illiriche. Queste testimonianze danno un valore significativo ad alcuni dati conservatici dalle fonti scritte antiche, concernenti la struttura etnica e la lingua di quelle regioni.
continua






2010-04-12


   
 

 

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